Pareri discordanti sta creando in questi giorni il Festival di Sanremo e su Twitter ha avuto molto successo l’hashtag #CanzoniCheVorrei.

Noi di Agentianonimi.com ci siamo cimentati, a tempo perso, nella creazione di alcuni veri e propri capovolgimenti e riadattamenti, mixati a una continua distorsione di titoli e significati delle canzoni. Il nuovo che avanza e a fargli spazio sono proprio i titoli originali: ne vedremo delle belle.

 

#CanzoniCheVorrei: il decalogo di Agentianonimi.com

 

Eiffel 65- Quelli che non hanno Evra (Sanremo 2003)

Il trio dance italiano ci racconta la trattativa che ha portato il francese al West Ham United dal punto di vista dell’Everton, rifiutato senza alcun tipo di discussione. I Toffees non ammettono la scottatura, e rimarcano il loro valore annunciando di poter ottenere grandi risultati anche senza uno dei più grandi influencer del calcio. A fine stagione, vedremo chi avrà avuto ragione.

Fiorella Mannoia – Kanté nero bollente (Sanremo 1981)

La Fiorella nazionale ci narra le avventurose notti del francese N’golo Kanté. Le sue scorribande notturne nei locali, accompagnato dai colleghi di reparto Tiemoué Bakayoko e Victor Moses, si concludono sempre con la conquista di qualche rampolla della Londra da bene che, dopo essere stata convinta a salire sulla leggendaria Mini del numero 7, viene portata nella sua abitazione per testare un “veicolo” di ben altre dimensioni.

Pooh – Uomini Poli  (Sanremo 1990)

Il leggendario complesso nostrano tesse le lodi del centrocampista veneto del Bologna, che ci mette sempre il cuore e si fa apprezzare dai tifosi nonostante le poche qualità tecniche. Poli, quindi, diventa il modello di uomo a cui ispirarsi per non arrendersi mai di fronte alla difficoltà della vita, anche quando è palese che non si è in grado di superarle. Leggendario il passaggio “A volte un uomo è Poli perché ha intesta strani tarli, perché non ha paura di un’espulsione o di spezzarsi un perone.”

Nek – Younes non c’è (Sanremo 1997)

Il grande Filippo Neviani, in arte Nek, giunge a Sanremo narrandoci i meandri più oscuri della vicenda riguardante Amin Younes, attaccante tedesco-libanese dell’Ajax, che non vuole andare al Napoli di Maurizio Sarri. Il cantante espone al mondo i dubbi e le paranoie del presidente De Laurentiis: “Younes dov’è, qui manca sai; magari c’è un Marotta dietro a lui…

Gianluca Grignani – Ti raserò, Guardiola (2002)

Rimasto sotto dall’ultimo Capodanno, il buon Gianluca sbaglia i periodi e confonde il Festivalbar con Sanremo, pretendendo di presentarsi all’Arena di Verona e incontrare Pippo Baudo. Il pezzo, comunque, è di pregevole fattura in quanto a contenuti, e racconta una delle sedute del Pep dall’estetista, durante la quale, fra uno strappo e un grido di dolore, si lamenta delle idee tattiche di Fabio Capello lamentando la necessità di fare più Tiki Taka. Alla fine, avrà ragione lui…

Pitura Freska – Pata Nero (Sanremo 1997)

La band veneta ci racconta di come, dalle parti di Chievo,  negli ultimi mesi, si siano accorti di poter sostituire il Pata, Lucas Castro, con il giovane belga Samuel Bastien senza troppi rimpianti.

Emis Killa – Scordami Chi-evo (2012)

In un periodo di crisi mistica, un promettente trequartista del Chievo guarda al passato e non sa più chi sia: Luciano o Eriberto? Questa canzone suona come un canto di redenzione.

Alan Sorrenti – Figli di Lestienne (1977)

Figli di Lestienne” Arrivato a Genova come un potenziale crack, l’esterno ex PSV non incanta tanto in campo quanto in discoteche e after party, dove ingravida tutta la fauna femminile locale.

Animals – The house of the rising Son (1964)

In una casa stile “Grande Fratello“, un’équipe di esperti osserva tutti i movimenti dell’ala coreana del Tottenham, Son, mentre cerca di alzarsi. Letto, panchina o gabinetto: il coreano è proprio sotto un tiro incrociato!

Coez – La Musa non c’è (2017)

Il rapper Coez dedica un singolo all’attaccante nigeriano Ahmed Musa. Puel, palesemente spaesato, fa la conta dei giocatori al centro di allenamento del Leicester. Ci sono tutti, tranne uno: all’appello manca proprio Musa che, palesemente, non c’è. Arriva la dirigenza del CSKA che “vorrebbe portarlo al mare“, ma invece lo porta a Mosca in prestito. Dura la lezione per il nigeriano: non sempre si ottiene ciò che si vuole.

 

Cambiando il significato: titoli originali, nuovi destinatari

Tu chiamale, se vuoi, licenze poetiche. Il lavoro fatto in questa seconda parte di articolo è quello di adattare le canzoni con il loro titolo originale alle situazioni di giocatori, allenatori ed esseri inanimati del mondo del pallone. Gli autori spero possano perdonarci per questi enormi sgarbi fatti alle loro opere.

 

883 & Caterina Rappaccio – Aeroplano (1993)

Il grande duo pop degli anni ’90 duetta con la giovanissima Caterina per raccontarci la chiamata del ds rossonero Massimiliano Mirabelli a Vincenzo Montella dopo che il tecnico napoletano ha firmato per gli andalusi del Siviglia. L’augurio finale, che farà da ritornello alla canzone, diventerà un tormentone estivo: “Aereoplanino che te ne vai, lontano da qui chissa’ che cosa vedrai: le luci immense del Ramon Pizjuan, per quante giornate non si sa…”

Max Pezzali – Il mio secondo tempo (Sanremo 2015)

Il mitico Max ci racconta il secondo tempo di Lecce-Milan del 23 ottobre 2011 dal punto di vista del protagonista assoluto di quella gara, Kevin Prince-Boateng, subentrato nella ripresa dopo la presunta panchina punitiva voluta da mister Allegri. I Rossoneri si trovano sotto 3-0 ma, in un quarto d’ora, il ghanese cambia la gara, trovando una tripletta e aiutando i compagni a rimontare la gara: “Questo è il mio secondo tempo e non voglio perderlo, perché io un po’ mi sento come all’inizio dello show…”

Samuele Bersani – Replay (Sanremo 2000)

Il buon Bersani tesse le lodi dell’uso della tecnologia nel mondo dello sport, in particolare del calcio. Fra i primi e i più grandi sostenitori del VAR, infatti, c’è anche lui, il cantautore di Rimini, che inneggia alla necessità di introdurre la macchina per cancellare l’errore umano e le polemiche.  Ancora oggi, quando un arbitro annulla una rete per offside, lo si può sentire canticchiare al calciatore colto in flagrante: “Dentro al replay, oltre la linea anche tu ci sei…”

Matia Bazar – Piccoli giganti (Sanremo 1992)

I Matia Bazar ci avevano già visto lungo nel 1992, quando profetizzarono un calcio dominato da essere extraterrestri al di sotto del metro e ottanta. Sedici anni dopo, al Camp Nou, si presenterà un popolo di nani, guidato dal suo Messi(a), Leo, che, grazie alle scorribande dei più grandi guerrieri del suo pianeta conquisterà l’Europa e il Mondo negli anni a venire.

J-Ax – Piccoli per sempre (2006)

Questa canzone è la rivincita di tutti quei calciatori che non hanno un fisico statuario ma, nella loro corporatura minuta, non han trovato un limite ma una motivazione per fare bene e raggiungere grandi livelli. La dedichiamo a Sebastian Giovinco, la formica atomica; o al pluriamato Emanuele Giaccherini, che con quel gol agli Europei del 2012 è diventato un vero e proprio idolo, o a Ivan Ramiro Cordoba, non esattamente una pertica ma che in carriera non ha mai bucato una palla alta.

Fabrizio De André – Il pescatore (1978)

Ci perdonerà il sommo e leggendario Faber se usiamo una delle sue più belle e criptiche canzoni in maniera così profana. Questo brano va dedicato a tutti coloro che nel mercato pescano giocatori, talentuosi o meno, ma comunque pescano. Potrebbe essere un gran pescatore Adriano Galliani, il condor, che per anni ha portato parametri zero al Milan. O il duo Marotta-Paratici, due che da qualche anno si accaparrano grandi occasioni e raramente bucano il colpo.

Cesare Cremonini – Nessuno vuole essere Robin (2017)

No, non stiamo parlando di Robin van Persie, anche perchè sfido chiunque a rifiutare una carriera come la sua. Nel brano, Cremonini dice che “In questo mondo di eroi nessuno vuole essere Robin”. Il che ci dà due spunti di riflessione. Robin inteso come “spalla”, come “ruota di scorta”: sentimento che ha portato Neymar ad abbandonare Barcellona dato che, finchè non si ritira Messi, la città della catalunya non sarebbe mai potuta essere la sua città. O il motivo che ha spinto Morata, nino maravilla di Madrid, a lasciare la sua amata città e sposare il progetto di Conte, stanco di essere la riserva di Benzema e Ronaldo. Altro modo di intendere la figura di Robin è legata a Marco Reus: vi ricordate l’esultanza con Aubameyang?

Antonello Venditti – Grazie Roma (1983)

Grazie, Roma. Due parole, un solo personaggio: Francesco Totti. La carriera del capitano, conclusasi la scorsa stagione, può essere sintetizzata con queste due parole. Una leggenda, l’ottavo re, Papa onorario, un altro imperatore: per non sbagliare, si potrebbe dire che Totti è LA Roma.

Ricchi e Poveri – Chè sarà (1971)

Che sarà della mia vita chi lo sa?”. Tutti noi italiani ce lo chiediamo: che sarà della nostra Nazionale? Chi sarà il CT della ricostruzione dopo il disastro del 2017? Chi sarà il presidente della rinascita, quello che porterà idee giuste, buone, nuove e fresche? Chi lo sa…

Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu (1975)

Ma il cielo è seeeeempre più blu!”. Sappiamo benissimo che questa canzone accompagna l’ingresso della Samp per il riscaldano, non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre. Comunque, è stata scelta perchè, dopo tutto, siamo tutti italiani. Lo siamo spesso unicamente quando gioca la Nazionale, quando si perde ma soprattutto… quando si vince! E allora, il cielo è sempre più blu sopra a Berlino: po po po po po po po!!

 

 

Andrea Fabris (@andreafabris96) e Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

 

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