Le 22 del 2 settembre 2019 son finalmente scoccate e con esse la chiusura della lunghissima e tormentata sessione di calciomercato estivo. Tante trattative ipotizzate, molte operazioni intavolate, alcune portate a termine a differenza di altre. Ecco l’opinione dei redattori di Calciomercato Juventus.

Antonio Alicastro : voto 6,5
“Se è vero che la Juventus sia riuscita a rinforzare il centrocampo con due pedine a parametro zero come Ramsey e Rabiot ed a mettere a segno il supercolpo de Ligt in difesa, rimane l’amaro in bocca per non essere riuscita a cedere alcun esubero. Lo scambio Cancelo-Danilo per quanto riguarda la corsia di destra si è fatto dopo una valutazione tecnica (collocazione nell’undici titolare di un terzino più difensivo) e senza dubbio per esigenze di bilancio. Nel complesso i bianconeri strappano una larga sufficienza motivata per lo più dalla profondità della rosa”.

Luca Momoli: voto 6
“La Juventus e Paratici avevano promesso tre acquisti a Sarri, uno per reparto, oltre ai già programmati Ramsey, Demiral, Pellegrini e Romero. Portata a termine una grandissima operazione, che ha visto arrivare Matthijs de Ligt a Torino, conteso dalle big europee. A centrocampo si è optato per l’ottima opportunità che si è presentata, cioè Rabiot a parametro zero dal PSG, anche se l’idea iniziale era quella di riportare Paul Pogba in bianconero. Era stato fatto un pensiero per SMS, ma, così come per il francese dello United, i costi erano troppo elevati e la Juve non se l’è sentita di investire una cifra oltre i 70-80 milioni. La sensazione è che sulla mediana la Juve volesse fare qualcosa di più e la riprova è data dal fatto che in queste ultime ore si sia provato a prendere Rakitic. La dirigenza aveva promesso un centravanti di spessore a Sarri, ma non è riuscita a concludere alcuna operazione in questo senso a causa soprattutto degli esuberi, Higuain e Mandzukic su tutti. Al pari loro, neanche Khedira, Matuidi e Rugani hanno voluto lasciare Torino, vanificando le intenzioni della Juventus che erano quelle di cederli. Mi chiedo dunque: doveva la Juventus affiancare un profilo che potesse agevolare Paratici, orfano di Marotta, nel condurre le compravendite un po’ più ostiche, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio mercato?”.

Marco Mincione: voto 4
“Bene gli arrivi di Demiral e de Ligt in difesa, di Ramsey a centrocampo (infortuni permettendo) e il ritorno di Buffon. Per niente soddisfatto dalle operazioni sui terzini: per quanto mi riguarda Cancelo e Spinazzola migliori di Danilo e Pellegrini, peraltro mandato in prestito al Cagliari rimanendo con 3 terzini e uno adattato. Niente di che Rabiot, un giocatore normalissimo, di certo un upgrade rispetto a Matuidi, ma non aggiunge niente ad un centrocampo che necessitava assolutamente di un top player, assente dal centrocampo bianconero dal 9 agosto 2016. Male, malissimo sul fronte cessioni: sconcertante non essere riusciti a piazzare nessuno degli esuberi che di fatto hanno bloccato il mercato in entrata (dove si potevano e si dovevano cogliere occasioni visto che la squadra è per l’ennesimo anno incompleta) e pesano in maniera non indifferente sul bilancio. Ritengo la roba delle offerte rifiutate un alibi per scaricare la colpa sui giocatori che, complici rinnovi scellerati e trattamento extralusso (in campo in tutte le amichevoli e addirittura titolari in campionato), chiaramente preferirebbero restare. Capitolo allenatore: non ho mai stimato Sarri, quindi la scelta mi ha fatto leggermente storcere il naso (anche se pensavo e penso che cambiare era necessario). Detto ciò, mi auguro riesca a trasmettere i suoi principi (nonostante l’imbarazzo di dover lavorare con uomini che poco c’entrano col suo calcio) e soprattutto mi auguro vinca minimo ciò che ha vinto chi lo ha preceduto”.

Stefano Utzeri: voto 5
“È vero il mercato in entrata è stato un mercato da 8, de Ligt, Ramsey e Rabiot a 0, acquisire Danilo e fare plusvalenza con Cancelo, tutte operazioni che portano la firma indelebile di Fabio Paratici. I più critici direbbero, e io sono fra quelli: “SÌ, MA!”. C’è un ma grosso, grosso almeno come 3/4 giocatori messi sull’uscio e ancora in maglia Juve. Un ma grosso come i rifiuti di Mario Mandzukic, di Blaise Matuidi, di Daniele Rugani e quelli di Gonzalo Higuain. Un ma grande quanto la disparità di valutazione che l’occhio dei più assidui commentatori delle vicende tecniche bianconere fa su alcuni calciatori bianconeri e la valutazione che ne fa il CFO della Juventus, responsabile di una situazione in uscita che ha visto la Juventus rinunciare a Joao Cancelo e Kean. Un ma duro da digerire come la volontà di rinunciare alla Joya per un centravanti qualsiasi in giro per l’Europa.
E se le entrate sono 8 e il mercato in uscita è gravemente insufficiente, inevitabilmente la prima sessione in cui Fabio Paratici ha operato da solo, beh non può che chiudersi con un 5″.

Ernesto Menegatti: voto 6+
“Il mercato della Juventus può tranquillamente dividersi in due momenti ben distinti e nella movimentazione in entrata/uscita. Se fino a luglio l’operato di Fabio Paratici era almeno da 9 in pagella con l’ingaggio di Demiral, l’arrivo di Pellegrini in cambio della plusvalenza registrata per Spinazzola e il grandioso arrivo di Matthijs de Ligt, ciò che è stato compiuto nei mesi seguenti non ha convinto in maniera totale. Il capitolo delle cessioni è stato alquanto deficitario, anche a causa dei i rifiuti di vari giocatori ad abbandonare il bianconero (pur essendo chiara e più volte ribadita la posizione della società) e della sfortuna che ha riguardato il passaggio di Perin al Benfica. Ciò, volenti o nolenti, ha inevitabilmente compromesso i trasferimenti (progettati o meno?) in entrata. Trovo quanto meno curioso, tuttavia, l’aver proposto a diversi club tanti giocatori poi rimasti in rosa. Alla fine della fiera mi sento di dire che la Juve, nonostante tutto, ne esce rafforzata rispetto alla stagione passata: Demiral e de Ligt per Barzagli (edizione 2018/19) e Caceres sono un chiaro upgrade, così come gli innesti a parametro zero di Ramsey e Rabiot in linea mediana. Ne usciamo depotenziati nel ruolo di terzino destro, con Cancelo che per me resta un prospetto top nel suo ruolo, mentre Danilo si attesta come buon giocatore; a lui il merito (non da poco) per non aver fatto sì che l’incubo Darmian divenisse realtà. Davanti si poteva fare qualcosa in più? Certamente sì, ma con Higuain in questa condizione (soprattutto mentale), Douglas e Dybala vogliosi di riscatto, Cuadrado e Bernardeschi pronti a subentrare quando ce ne sarà la necessità e quel ragazzo di nome Cristiano… proprio male male non siamo messi”.