Diego Lopez rimane, almeno per il momento. La dirigenza del Cagliari ha deciso di confermare il tecnico uruguaiano dopo la sconfitta 4-1 contro la Sampdoria, che tiene i rossoblù invischiati con entrambi i piedi nella lotta retrocessione.

La decisione è la conseguenza non tanto della fiducia incondizionata a Lopez, subentrato a ottobre a Massimo Rastelli, quanto della mancanza di sostituti affidabili. É estremamente difficile, come dimostra il caso dell’Udinese, trovare qualcuno disposto a guidare un team di Serie A per appena tre partite senza che chieda almeno un altro anno di contratto, per programmare la prossima stagione. Non tutti hanno un Tudor a portata di mano.

Lopez, 43 anni, è stato un giocatore del Cagliari per dodici anni (dal 1998 al 2010) e ha già allenato i sardi per 33 partite, da luglio 2013 ad aprile 2014, quando subentrò a Ivo Pulga, di cui era vice. Il Cagliari è reduce da appena 4 punti in 5 giornate e, con due soli punti di margine sulla salvezza (ora terzultimo è il Chievo), è atteso dal calendario più difficile tra chi lotta per la permanenza: Roma e Atalanta in casa e Fiorentina al Franchi. Finora ha realizzato esattamente un punto a partita; per salvarsi ne servono ancora almeno 4-5. Un’impresa.

Per il cambio era in pole Nicola Legrottaglie, ex vice di Rastelli, che però in carriera ha allenato solamente l’Akragas in Serie C nel 2015-16. Non è da escludere un ritorno di Massimo Rastelli, l’uomo che ha riportato la bandiera sarda in Serie A, e l’allenatore delle giovanili Beretta. Quasi sicuro, comunque, che il destino di Diego Lopez sia segnato alla fine del campionato.

Con la maglia del Cagliari, Lopez conta 314 presenze e 7 reti ed era soprannominato El Jefe, cioè il colonnello, perchè da difensore centrale sapeva farsi rispettare dall’intera retroguardia. Dal 2007, quando David Suazo si trasferisce all’Inter, eredita la fascia di capitano, che porta fino al ritiro. Anche la sua carriera da allenatore è legata al Cagliari: nel 2012 gli viene affidata la squadra Primavera, con cui riesce a battere 5-0 a Torino la Juventus. Ha allenato anche il Bologna (ma in Serie B, nel 2015) e il Palermo (per soli sei mesi è il quarto allenatore della scorsa stagione, cacciato ad aprile 2017 dopo appena sei mesi).

Stefano Francescato