La parola “noia” non gli appartiene di certo: sperimentale o no, il prossimo campionato di Serie C terrà fede alla chiara e semplice definizione di “categoria infernale” guadagnata nel corso degli anni. L’inserimento delle Squadre B ufficializzato negli ultimi giorni dalla FIGC non è che l’ennesimo capitolo di un libro di “regole non scritte” che animano la corsa al purgatorio calcistico, la Cadetteria. E noi che di quest’ultima prendiamo il nome, #CadetteriAA, non possiamo che fornirvi una guida sui criteri delle nuove Seconde Squadre.

Partiamo dal semplice inserimento delle “appendici” delle Big, visto che non nascono per caso: l’idea, oltre a quella di far crescere i giovani in ottica Nazionale, è quella di evitare nuovi casi di società fallite o in difficoltà economica. Per questo le Squadre B entreranno in gioco solo tramite ripescaggio: secondo quale criterio? Si procederà con ordine: in caso di buchi nel classico format a sessanta club (come avvenuto in questa stagione), verranno ripescate prima le Squadre B dei club di Serie A, poi le squadre retrocesse dalla Serie C nella stagione 2017-18 e, infine, le squadre partecipanti ai Playoff di Serie D.

 

Saranno in larga parte formate da giovani? Contrariamente a quanto avviene in altri Paesi (ad esempio in Germania) sì: possono inserire nella distinta di gara ventitré giocatori, diciannove dei quali nati dall’1 gennaio 1996 e, allo stesso tempo, sedici dei quali tesserati in una società affiliata alla FIGC per almeno sette stagioni consecutive. Ma una Big potrà convocare un calciatore in Prima squadra? Sì, saranno consentiti i passaggi, ma fino alla quarta presenza nel campionato disputato dalla squadra “madre”: dalla quinta in poi il giocatore non potrà tornare a giocare in Seconda Squadra.

Passiamo alle promozioni o retrocessioni: le Squadre B potranno essere promosse in Serie B, ma non nello stesso campionato della squadra di riferimento, né in una categoria superiore ad esse. E se una delle Big dovesse retrocedere? La Seconda retrocederebbe di conseguenza. E la Coppa? Le Squadre B può partecipare solo alla Coppa Italia di Serie C e non a quella nazionale. Discorso diverso, invece, per quel che riguarda la retrocessione in Serie D: le Seconde Squadre non potranno inscriversi tra i “dilettanti”, ma dovranno accedere al campionato di Serie C successivo. Tutto chiaro? In ogni caso ci sarà tempo e modo per assimilare le regole e familiarizzare con una Lega Pro all’ennesimo banco di prova.

Antonio Torrisi