“Cabeza” e silenzio: il Bernabéu si ferma, riflette e osserva, mentre lui spicca il volo. Preme il tasto della chiamata: è in ritardo col destino, “Tonny”, ma fortunatamente l’ascensore arriva puntuale. Sale e seleziona l’ultimo piano: il cross di Barragan è la musica d’attesa che propizia la rivincita. Colpo di testa, intuizione pura: è una corsa sfrenata verso il futuro. Sanabria prende un bastone e traccia la strada, una linea che separa il presente da un passato che spera essersi lasciato alle spalle.

Lo ha fatto al 94′ di una sfida che poteva benissimo finire in parità: tranne che per lui, sia chiaro. Solo un “paraguayo” puro come lui poteva pensare un colpo di testa ad incrociare a tempo scaduto nella tana del Real Madrid di Cristiano Ronaldo, Nazario e Di Stéfano: robe da fenomeni, com’era definito lui ai tempi del Barcellona, con tanto di convocazione in primera a sedici anni. Ma la sua non è e non sarà mai la storia di chi arriva e trova già tutto pronto, con strada libera e tanti successi: deve sudare, simbolo metaforico dell’ “orgullo de ser paraguayo” che contraddistingue un popolo intero. Metafora perfetta di “Davide contro Golia”: a gennaio del 2014 Sabatini lo porta in Italia, lo vuole alla Roma. Prima, però, deve passare dal Sassuolo: due presenze e nulla più. Di lui si dice che deve crescere: l’esperienza nella città eterna non cambia la sentenza, in molti lo definiscono un “sopravvalutato”. I giallorossi lo cedono in prestito allo Sporting Gijòn e Antonio rinasce: dieci gol e l’appuntamento con il destino, quel record che, insieme a gente come Messi, Morientes, Torres e Aguero lo vede tra i dieci giocatori andati in doppia cifra prima dei vent’anni. Ah, e tra questi c’è pure Raul Gonzalez Blanco: la serata di ieri è il giusto “rimborso” a spese del karma, atteso da anni.

Al Betis Sevilla trova tranquillità e spazio: nel 2016 la Roma lo cede per 7,5 milioni di euro, con il 50% di una futura cessione e un diritto di recompra che varia dagli 11 milioni entro se due anni, ai 14,5 entro il terzo. Numeri da possibile affare per la squadra di Di Francesco: Monchi lo tiene d’occhio, forse avrà anche esultato (a metà, visto il passato nel Sevilla) al gol. Se continua così in giallorosso ci sarà sicuramente posto per Sanabria: tra “cabeza” e “orgullo paraguayo”, Antonio continua a crescere.

Antonio Torrisi (Twitter @ped1722)

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