Compie 80 anni Pelé, ritenuto il calciatore più forte di tutti i tempi. Leggenda di questo sport, Edson Arantes do Nascimento (questo il suo vero nome) ha inciso il suo nome nella storia del XX secolo al pari di altri giganti dello sport come Muhammad Ali Michael Jordan 

L’inizio della leggenda

Figlio di un ex calciatore, Pelé da bambino era costretto a pulire le scarpe pur di racimolare un po’ di soldi da mettere da parte per la sopravvivenza della sua famiglia. Egli era così povero che non poteva nemmeno permettersi di comprare una palla per giocare: assieme ai suoi amici infatti era solito comporre in maniera rudimentale un pallone attraverso calzini riempiti di stracci oppure giocando con i frutti.
È esattamente in questo contesto che nasce il soprannome leggendario: un suo compagno di gioco gli diede il soprannome Pelé.
La prima squadra con cui giocò Pelé fu il Bauru, squadra dilettantistica dello stato di San Paolo, ma dopo poco tempo fu notato da Waldemar de Brito, ex attaccante della Seleção tra gli anni trenta e quaranta, che convinse il 15enne Pelé a fare un provino per il Santos.

Il Santos e la gloria

A 16 anni Pelé fece il suo esordio nella prima squadra del Santos e ci restò fino al 1974, scrivendo la storia del club vincendo tutto quello che poteva vincere.
Nel 1975 si trasferì a New York giocando per i Cosmos, firmando un contratto milionario e fuori da ogni logica per l’epoca, nel tentativo di esportare il gioco del calcio anche negli Stati Uniti.
Nei 19 anni passati con la maglia bianca del Santos, Pelé conquista 10 titoli paulisti, 5 Taça Brasil, 3 Tornei Rio-San Paolo, una Taça de Prata, 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali e una Supercoppa dei Campioni Intercontinentali.

I 1000 goal

Pelé è il terzo marcatore più prolifico della storia del gioco (alle spalle di Josef Bican e di Romario), con 1281 goal messi a segno in 1363 partite.
Il 19 novembre 1969 Pelé segnò il suo 1.000° gol, nello storico Maracanã, durante Vasco da Gama-Santos valido per la Taça Robertão, con oltre 60 000 spettatori.
Il leggendario millesimo gol arrivò su calcio di rigore, con O’ Rey che, dopo averlo segnato, pianse di gioia, conscio di aver scritto per l’ennesima volta la storia mentre viene portato in trionfo dai suoi compagni. L’ultima partita giocata dal numero 10 è datata 1° ottobre 1977 al Giants Stadium nell’amichevole tra Santos e Cosmos, dove il brasiliano giocò un tempo con ciascuna squadra.

La nazionale verdeoro e la storia dei Mondiali

Pelé debutta con la maglia della nazionale brasiliana il 7 luglio 1957 neanche 17enne, contro l’Argentina che supera il Brasile per 2-1. L’unica rete dei verdeoro viene messa a segno proprio da Pelé.
Il fenomeno brasiliano viene poi convocato dal commissario tecnico brasiliano Feola per i Mondiali 1958 giocati in Svezia: in questa edizione Pelé diventa il più giovane giocatore del torneo e il più giovane ad avere mai giocato una partita della fase finale della Coppa del Mondo, realizzando il primo gol contro il Galles portando la sua nazionale alle semifinali. Qui i brasiliani incontrano la Francia: Pelé segna una tripletta nel 5-2 finale regalando la finale al suo paese che mancava dal 195o, anno della storica finale persa in casa contro l’Uruguay. Nella finale contro i padroni di casa della Svezia e a 17 anni e 249 giorni Pelé diventa il più giovane calciatore a giocare una finale di Coppa del Mondo, vincendo poi la competizione dopo la vittoria in finale per 5-2 (due goal per il Re).
Nell’edizione successiva dei Mondiali di Cile ’62 nella partita contro la Cecoslovacchia subisce un grave infortunò che lo costringe a saltare tutte le altre gare della competizione. Il Brasile riuscirà in ogni caso a vincere il titolo mondiale grazie all’apporto di un altro fenomeno della storia di questo sport, Garrincha.
Nell’edizione del ‘66 in Inghilterra Pelé realizza su punizione un goal nella prima gara del campionato mondiale contro la Bulgaria, diventando il primo giocatore a segnare in tre diverse edizioni dei Mondiali. Dopo quella partita Pelé è costretto a fermarsi per recuperare da un infortunio subito nello stesso match, saltando il secondo incontro l’Ungheria perso dai brasiliani per 3–1. Nella terza gara del girone eliminatorio il Brasile viene nuovamente sconfitto per 3-1 dal Portogallo, uscendo incredibilmente al primo turno dei Mondiali per la prima volta dal 1934.
Nello storico mondiale giocato in Messico nel 1970 Pelé guida una delle squadre più forti della storia del calcio, portando la sua nazionale alla finale contro l’Italia fresca vincitrice della Partita del Secolo giocata contro la Germania Ovest e vinta per 4-3. Pelé apre le marcature della finale al 18º minuto di gioco (diventando il secondo calciatore a segnare in due diverse finale dei Mondiali), realizzando poi anche gli assist per le reti di Jairzinho e Carlos Alberto. Il Brasile vincerà anche questa finale per 4-1, conquistando il terzo titolo mondiale della sua storia potendo così tenere definitivamente la Coppa Jules Rimet.
Pelé giocherà altre quattro amichevoli con la Seleção, l’ultima delle quali il 18 luglio 1971 a Rio de Janeiro contro la Jugoslavia (ritenuta dallo stesso Pelé la “nazionale più brasiliana” in Europa). Con la maglia del Brasile Pelé ha disputato in totale 92 partite, realizzando 77 reti diventando il miglior cannoniere della Nazionale brasiliana di sempre vincendo tre Mondiali.