Il calcio, è risaputo, a volte è capace di fare miracoli. Questo forse non è un “miracolo” vero e proprio, ma un misto di patriottismo e gioia sfrenata.

Infatti, in Islanda è stato registrato un boom di nascite in questo periodo. Cambio di stile di vita? Evoluzione? Miglioramento delle condizioni avverse? Macchè. La ragione è il calcio. O meglio, una partita in particolare.

Non serve il massimo esperto in biologia per fare i dovuti calcoli: la nascita è preceduta da 9 mesi di gestazione. Ora, torniamo indietro proprio di questo lasso di tempo: arriviamo esattamente al 27 giugno, data in cui si sono giocati gli ottavi dell’Europeo. La partita ha visto fronteggiarsi proprio i britannici contro la vichinga formazione capitanata dal saggio Gunnarson. La partita, come ben ricorderete, finì 1-2 in favore degli islandesi.

Un intero popolo in festa: il sogno si è realizzato. La Geyser Sound ha fatto il suo effetto, ha spinto quegli undici eroi (più gli altri 12 non titolari) all’impresa. Un’intera isola in giubilo.

Le conseguenze si sono ripercosse non solo in termini calcistici, ma anche in termini demografici. Infatti, molti islandesi hanno deciso di incanalare quella loro “eccitazione” in un modo molto naturale, che quasi vole rappresentare la genuinità del popolo islandese. 9 mesi dopo quella magnifica vittoria, dunque, l’Islanda si trova con i “postumi” di quella grandissima festa: una nuova generazione di piccoli vichinghi, la “Generazione Euro 2016”.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

PER TUTTE LE NOTIZIE E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU AGENTI ANONIMI