Tante volte dove non arriva la tecnica ci arrivano fame e determinazione. L’idea di non mollare ha permesso a Guido Burgstaller di segnare il primo gol con la maglia dell’Austria.

Un centravanti solido. Ecco come si potrebbe definire in un parola Guido Burgstaller, colosso austriaco in forza allo Schalke04. Forza, quella che a Guido non manca. E qui l’onomastica ci è molto di supporto: italianizzando il suo cognome, sarebbe infatti “castello stabile”.

Ora, Burgstaller ha molto del castello stabile. Fisico imponente proprio come un bastione, giocatore roccioso e dalla buona tenuta fisica come fosse una cinta di mura. E poi, come un medievale fortino, l’imprevedibilità: se un castello aveva passaggi segrete e antri nascosti, ecco che di passaggi “speciali” se ne intende anche Burgstaller. Oltre ai gol (ieri sera ha segnato il primo con la maglia dell’Austria).

Prendiamo ad esempio il gol del 2-1 in Austria-Serbia, firmato da Arnautovic. In una giocata, possiamo ammirare cosa significhi essere Guido Burgstaller: protezione palla grazie al fisico e passaggio al bacio grazie a una discreta tecnica di base.

E come se le qualità tecniche non bastassero, ecco che Guido ha anche quella marcia in più che è sempre più raro trovare nel calcio moderno: la fame. Fame di gol, perchè segnare 14 in 16 partite in Serie B tedesca con il Norinberga non è cosa da tutti. Fame di rivincita verso chi lo ha criticato: “Troppo grosso per il calcio moderno”. Fesserie.

Niente di più, nulla di meno: Guido Burgstaller, il “castello stabile” che sposta gli equilibri.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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