L’ennesima avventura di Valeri Bojinov ha il sapore agrodolce del ritorno. L’attaccante bulgaro, 33 anni, ha appena firmato per un anno e mezzo con il Levski Sofia, dove ha già giocato nel 2014.

Vecchia conoscenza della Serie A, Bojinov è tornato in estate in patria con la maglia del Bolev Vratsa, dove ha segnato 7 reti in campionato e 1 in Coppa di Bulgaria. Il passaggio al Levski, attualmente terzo, vuol anche dire che l’attaccante si sente pronto per il ritorno in Europa.

Chi vince lo scudetto va ai preliminari di Champions, strada prenotata dal Ludogorets, primo con 51 punti. La seconda e la terza – più la vincitrice della Coppa di Bulgaria – vanno ai preliminari di Europa League. E davanti al Levski per 5 punti c’è il Cska Sofia. E dalla Coppa il Levski è uscito agli ottavi di finale, eliminato ai rigori dal Cherno More.

Nella sua prima esperienza era arrivato dopo sei mesi di inattività, dopo l’addio allo Sporting Lisbona. Fece 8 reti in 20 partite, per poi tornare in Italia alla Ternana. In carriera ha vestito le maglie di ben 15 squadre diverse, tra cui ben 8 italiane.

Venne scoperto nel 2000 in un torneo maltese da Pantaleo Corvino, ai tempi direttore sportivo del Lecce, che lo aggregò a soli 14 anni alla Primavera. In Puglia fa le scuole superiori e debutta in Serie A nel 2002 a soli 16 anni, il più giovane straniero di sempre.

Esploso con Zeman, nel 2005 passa per 14 milioni alla Fiorentina, che aiuta a salvarsi per miracolo dalla retrocessione. Ma l’estate successiva arriva Luca Toni, Bojinov trova sempre meno spazio e viene messo per un mese fuori rosa per una dichiarazione contro allenatore e dirigenza.

Per un anno va in prestito alla Juventus in Serie B, ma trova pochissimo spazio. Nel 2007, alla fine, lascia l’Italia per il Manchester City – non ancora quello dello sceicco Mansour – che lo paga 8 milioni. Si infortuna nel derby con lo United, il primo crack di una lunga serie.

Va al Parma in prestito, segnando 8 gol e venendo riscattato per 2 milioni. Lascia un buon ricordo, ma dopo appena un anno passa allo Sporting per 2,6 milioni. Poi prestiti a Lecce – un solo gol e retrocessione – Verona e Vicenza, dove è addirittura capitano.

Nell’estate 2014 rescinde con lo Sporting con tre anni di anticipo e inizia a vivere alla giornata. Torna al Levski, poi in B alla Ternana e ai serbi del Partizan Belgrado. A febbraio 2017 tenta perfino la Serie B cinese, prima del Losanna – appena 4 mesi – e i croati del Rijeka – una sola presenza 5 mesi.

Stefano Francescato