Se ne è parlato tanto e se ne parlerà ancora a lungo di questa variante tattica cara a Massimiliano Allegri, di questa sorta di ibrido tra attaccante, fantasista e mediano di copertura che il tecnico di Livorno vorrebbe dipingere sulla casacca numero 10 di Paulo Dybala. Tuttavia, la gara di ieri ha regalato all’allenatore bianconero una soluzione forse già nell’aria e probabilmente sperimentata a tempo debito, che comunque richiedeva una conferma decisa oltre i cancelli del JTC della Continassa.

Federico Bernardeschi scende in campo sin dal primo minuto, occupando inizialmente la posizione solita di esterno d’attacco in compartecipazione con Mario Mandzukic e dietro a Cristiano Ronaldo; si comprende fin da subito che la sua non è una disposizione statica, ma altamente variabile in relazione innanzitutto agli spostamenti del portoghese, libero di svariare e trovare gli spazi più consoni al suo gioco, ed anche del 17 bianconero, che ora si trova in posizione di centravanti, ora invece si muove da destra a sinistra per rincorrere l’avversario in ripartenza.

Sebbene questa elasticità tattica venga incarnata in maniera puntuale dalle due punte che accompagnano CR7, il Sassuolo recita la parte del protagonista per almeno 20 minuti di gioco, impostando a piacimento, schiacciando la Juventus e costringendola a ripiegamenti forzati. E’ proprio in questo frangente che Bernardeschi varia ancora una volta la sua posizione in campo, mimetizzandosi tra i centrocampisti e andando a ricoprire la zona di campo più esterna a destra, lasciando così Cristiano libero di recuperare fiato e Mandzukic a pressare sul portatore di palla. Ma non basta, così Allegri, avendo compreso che la manovra degli emiliani ha origine essenzialmente dall’estro di Sensi, trova una nuova collocazione al ragazzo di Carrara: stavolta il suo ruolo implica una marcatura serrata sul play basso dei neroverdi in fase di non possesso, con la libertà di inventare tra le linee quando invece si deve offendere.

Da qui cambia il match, la Juventus riacquista la solidità che è mancata contro il Parma e che non era totalmente a carico dell’inedita coppia di centrali composta da Rugani e Caceres. Ovvio, parlare di responsabilità anche individuale sui gol subiti è dovuto, ma ai bianconeri è venuta meno soprattutto la soluzione difensiva di squadra, che invece si è vista nella gara di ieri anche per merito di una nuova disposizione tattica dei tre mediani: è Pjanic in fase di non possesso a salire per avviare il disturbo agli offendenti, con Khedira e Matuidi a sistemarsi dietro il bosniaco e subito davanti la linea a 4 arretrata, lasciando, viceversa, tale posizione in fase d’impostazione, quando è il 5 in maglia bianconera a scendere per farsi consegnare palla e dare il La all’azione.

Dopo il vantaggio la gara cambia e con essa anche i compiti di Bernardeschi, che, pur mantenendo generalmente un posizionamento tra le linee, alle volte è tenuto ad assumere anche i connotati del falso nueve per portare densità in area, a seguito dei movimenti ad allargare sulla sinistra tanto cari a Cristiano. Nella seconda frazione di gioco, col Sassuolo più incline ad attaccare per recuperare il gol di svantaggio, il 33 bianconero fissa il focus sulla rifinitura consegnando due filtranti interessanti ai compagni di reparto; è leggermente lungo il pallone recapitato a Mandzukic, mentre è perfetto quello per CR7 che, dopo aver saltato Consigli, infila la palla dello 0-2 annullato per offside.

Ma non è tutto, perchè a Bernardeschi vengono affidati anche svariati calci piazzati da posizioni esterne e la battuta dei corner, alternandosi con Miralem Pjanic per la paternità degli stessi. In sintesi l’ex Fiorentina è un giocatore tatticamente molto affidabile, forse meno geniale di Dybala e Douglas Costa quando si tratta di fulminei colpi da prestigiatore che creano entusiasmo e applausi, probabilmente anche meno guerriero di Mandzukic, le cui gesta sono ormai leggenda tra i tifosi, ma rappresenta l’incarnazione perfetta del tuttocampista, del jolly che Allegri stava cercando da inizio stagione.

Forte fisicamente, raramente appariscente ma estremamente concreto (82% di passaggi riusciti contro il Sassuolo), dal piede educato e con la testa sulle spalle, decisamente duttile e disposto ad eseguire alla lettera qualsiasi compito e, fino ad ora, frenato solamente da quella sfortuna che l’ha tenuto a lungo lontano dal terreno di gioco durante la passata stagione e che ne ha frenato la crescita all’inizio di quella attuale, quando ormai aveva raggiunto l’apice della forma e appariva a tutti gli effetti insostituibile. Ad oggi Federico Bernardeschi rappresenta l’identikit perfetto del calciatore completo e non più la scommessa messa in piedi dallo staff di mercato bianconero, che per quel ragazzino dal ciuffo biondo ha sborsato ben 40 milioni di euro.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)