Arrivato a gennaio con tanta umiltà e voglia di lavorare, il francese Bacary Sagna ha stupito tutti in quel di Benevento, caricandosi la squadra sulle spalle per provare a raggiungere la salvezza. Proprio il trasferimento alle Streghe, insieme ad altri temi, è stato al centro della sua intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Sul suo approdo in squadra: “Sapevo delle difficoltà che stava affrontando in classifica perché avevo visto il video del gol del portiere Brignoli al Milan ed ero rimasto incuriosito da quella storia e stupito dall’esultanza di quella tifoseria. Così, quando il mio agente mi ha detto che c’era questa possibilità, ho deciso di andare a parlare di persona con il presidente Vigorito.”
Su come lo abbia convinto il presidente: “Appena mi ha spiegato il suo progetto, ho avuto chiara la percezione che dovevo solo rimettermi a posto fisicamente e dare una mano al Benevento. Non è facile incontrare gente così oggi nel calcio, lui parla della squadra come se fosse una figlia.”
Sulla Serie A: “Secondo me è di ottimo livello, dopo la Premier League è il miglior campionato che c’è. Tatticamente le squadre sono molto preparate e, su questo aspetto, si lavora più che in Inghilterra, dove però l’intensità è più alta. Comunque, tutte le formazioni hanno buoni calciatori, anche se Juve, Napoli e Roma mi sembrano migliori delle altre. Non sono sorpreso di aver trovato un torneo molto competitivo, lo guardavo sempre da bambino.”
Sui suoi idoli: “In assoluto, il mio idolo era Zidane, e quindi seguivo nella Juve. Però avevo grande simpatia per il Milan di George Weah e, soprattutto, di Cafu, visto che ho sempre giocato nel suo stesso ruolo. Ecco, vedere Cafu mi metteva allegria.
Su San Siro: “Ricordo benissimo la prima volta che giocato lì, proprio contro il Milan in Champions League, quasi 10 anni fa. Vincemmo 2-0 e fu una grande prestazione dell’Arsenal. E’ uno stadio storico, direi speciale. Sarà bello sfidare l’Inter.”
Sull’Inter, prossima avversaria in campionato, e la possibilità di partire titolare: “Non sono quelli del Triplete, ma stanno tornando grandi. Questo però non ci deve importare perché noi vogliamo provare a compiere un’impresa, ce lo impone la classifica. Mi piacerebbe giocare dall’inizio, mi sto allenando bene  e, poi, sono venuto qui per aiutare la squadra. Ho lavorato sodo con il nostro preparatore atletico e i dati fisici sono migliorati rispetto ad un paio di settimane fa. Farò il massimo per essere titolare, ma deciderà De Zerbi.
Sulle differenze fra Pep Guardiola e Arsène Wenger: “Per me sono molto diversi, tatticamente Guardiola lavora di più rispetto a Wenger. Mi piacevano tantissimo gli allenamenti di Pep, da lui ho imparato molto: sembrava di giocare a scacchi perché ogni mossa era calcolata. Per Wenger era molto importante, invece, l’aspetto tecnico: fa tante partitelle a un tocco per cercare di affinare i fondamentali; in questo è un maestro.”
Su Roberto De Zerbi: “È un piccolo Guardiola perché cura tutti i dettagli e vuole sempre che giochiamo la palla e che ci muoviamo insieme. Tiene moltissimo a questo aspetto.”
Sulla lotta salvezza: “Io sono qui per questo, il problema è la classifica ma c’è gente di qualità e di carattere. Sì, possiamo salvarci.”
Su quale sia il compagno che lo abbia sorpreso di più: Il giovane Brignola. Nel dribbling stretto è bravissimo, ha tutto per diventare un grande giocatore, a patto di lavorare duro sempre.”

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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