Due giorni fa ha effettuato una parata salva-risultato su Neymar negli ultimi minuti di gioco e ha negato al Brasile il gol del pareggio in un quarto di finale appassionante, combattuto e storico per la sua nazionale.

Grazie anche a Thibaut Courtois, il Belgio è in semifinale della coppa del mondo e sta cominciando a sognare un traguardo che sembra, dopo tanta fatica, non essere più un miraggio.

Il portiere belga gioca nel Chelsea, ma tanti top club europei si sono interessati a lui, che ha raggiunto la maturità calcistica dopo tanti anni passati con l’etichetta di “grande promessa” stampata addosso.

Al momento non penso a nulla che non sia la coppa del mondo. Questo torneo può segnare e incoronare la nostra generazione, perciò dobbiamo essere concentrati al 100% sul nostro obiettivo. Dopo la fine del mondiale, tra circa otto o nove giorni, deciderò il mio futuro e troverò la soluzione più adatta per me“.

La squadra maggiormente interessata al portiere classe 1992 è il Real Madrid che, così come ha fatto durante le ultime due estati, è alla ricerca di un nuovo guardiano della porta. Aveva tentato De Gea durante le ultime sessioni di calciomercato, aveva provato l’affondo per Kepa Arrizabalaga a gennaio, ma adesso pare stia seguendo da vicino le prestazioni del portiere belga cresciuto nelle giovanili del Genk.

Figlio di una coppia di pallavolisti e con una sorella che gioca da libero nella nazionale femminile belga, Courtois conosce bene Madrid, poiché ha trascorso gli anni più vincenti della sua carriera proprio nella capitale spagnola. Lo ha fatto, però, con la maglia dell’Atletico, squadra nei confronti della quale ha sempre dimostrato profonda gratitudine e speso belle parole.

Il passato è alle spalle, ora ci sono le semifinali del mondiale da giocare, c’è da scrivere la storia contro una Francia da affrontare senza timore e a viso aperto, poi un’eventuale finale e infine il futuro, la permanenza a Londra o il ritorno a Madrid.

Saranno giorni decisivi per il Belgio e per la carriera di Courtois, numero uno di una generazione di fenomeni che dalle parti di Bruxelles, probabilmente, non rivedranno mai più.

Giuseppe Lopinto