Il Barcellona è una squadra che, nel corso della sua storia, ha visto militare fra le sue file diversi fuoriclasse che hanno lasciato il segno nella storia del calcio mondiale. Fra di essi, parecchi furono brasiliani. Il rapporto fra il club catalano e il Brasile è molto forte, è ha visto ben 35 calciatori del grande Paese sudamericano venire tesserati per il club blaugrana.

Il primo fu Fausto dos Santos, centrocampista, acquistato nel 1931, ma, il primo grande fuoriclasse arrivò solamente nel 1957, Evaristo de Macedo. L’ultimo, in ordine cronologico, è Philippe Coutinho, acquistato nelle ultime ore dal Barça e presentato questo pomeriggio. Inevitabile dire che l’ex-Liverpool dovrà raccogliere un’eredità molto pesante, soprattutto dopo l’esplosione dei calciatori brasiliani arrivato in Catalogna a partire dagli anni Novanta.

Primo fra tutti, Romario de Souza Farìa, meglio noto come Romario, arrivato nel 1993 dal PSV Eindhoven. Il Baxinho (“Il piccoletto“). Dopo una stagione esaltante, che porta i Blaugrana alla conquista della Liga e della Supercoppa di Spagna, nonché al raggiungimento della finale di UEFA Champions League persa contro il Milan di Fabio Capello. La prima annata si chiude con 32 reti e 47 presenze. Dopo la vittoria in estate dei Mondiali di USA ’94 con il suo Brasile, al rientro, Romario inizia a diventare ingestibile, lasciandosi sopraffare dalla saudade, rientrando spesso in ritardo dal Paese carioca e rompendo i rapporti con lo spogliatoio. A gennaio, Johan Cruijff è costretto a lasciarlo partire, anche perché il brasiliano simula il proprio ritiro dal calcio giocato, poco prima di accasarsi al suo Flamengo.

Poco tempo dopo, nel 1996, sempre dal PSV Eindhoven, arriva un altro grandissimo talento brasiliano: Ronaldo Luis Nazario da Lima, meglio noto come Ronaldo, il Fenomeno. Calciatore che non ha sicuramente bisogno di presentazioni, il brasiliano, non ancora ventenne, si impone in Spagna, conquistando il titolo di Pichichi e vincendo una Coppa del Re, una Supercoppa di Spagna e una Coppa delle Coppe dove, addirittura, segna il rigore decisivo. La prima e unica stagione con la squadra catalana si chiude con 47 reti in 49 presenze, numeri mostruosi in un’epoca che non aveva ancora visto arrivare i due marziani, Lionel Messi e l’altro Ronaldo, Cristiano. Il finale è amaro, con l’Inter di Massimo Moratti, che paga la clausola rescissoria del calciatore e lo acquista dagli spagnoli, i quali, come accaduto la scorsa estate nel trasferimento di un altro grande brasiliano, tenteranno di fare ricorso alla Federazione, prima, e all’UEFA, poi, senza successo.

Nella stessa estate, però, il Fenomeno viene rimpiazzato: dal Deportivo la Coruna, arriva Rivaldo Vítor Borba Ferreira. Rivaldo resterà a Barcellona per 5 stagioni, collezionando 130 reti in 250 presenze totali e vincendo 2 Liga consecutive, 1 Coppa del Re e 1 Supercoppa UEFA ma, soprattutto, il Pallone d’Oro 1999, che lo consacrerà sulla scena mondiale. Pecca dell’esperienza catalana di Rivaldo è stato il rapporto non idilliaco con il tecnico Louis Van Gaal che, al suo ritorno al Barcellona nel 2002, costringerà la società a liberare il brasiliano per sostituirlo con l’argentino Juan Roman Riquelme: scelta tutt’altro che azzeccata. Rivaldo, comunque, si accasa al Milan dove, pur non brillando, conquista la UEFA Champions League.

Dopo il fallimento di Van Gaal, sulla panchina arriva la leggenda del Milan e dell’Ajax,  Franklin Rijkaard, che convince la società ad acquistare dal Paris Saint-Germain il giovane 23enne Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, che aveva incantato i tifosi di tutto il mondo durante il Mondiale nippo-coreano del 2002. Dinho inventa, segna, incanta e manda in rete i compagni come nessuno mai aveva fatto prima. Dotato di una classe sopraffina che lo rende fra i calciatori più tecnici – se non il più tecnico – mai visti su un rettangolo verde, Ronaldinho vince, nei primi anni 2000, per ben due volte la Liga e la Coppa del Re, la UEFA Champions League 2005-2006 ai danni dell’Arsenal (tra l’altro, a segnare il gol vittoria ci pensa un altro brasiliano, il terzino Juliano Belletti) e, infine, il Pallone d’Oro 2005. Dinho, nell’estate 2008, complici l’arrivo di Pep Guardiola, il quale aveva deciso di sostituirlo definitivamente con una stellina della Masia, un certo Lionel Messi, e la vita poco da professionista vissuta nell’ultimo periodo, lascerà il Barcellona, accasandosi al Milan di Silvio Berlusconi, suo grande estimatore. Anche lui, non brillerà come in Spagna, ma farà comunque divertire i tifosi rossoneri.

Ultimo, ma non meno importante, ecco Neymar da Silva Santos Júnior, colui che una parte della tifoseria blaugrana definisce “un traditore“. Nell’estate 2013, Neymar Jr. è stato acquistato dal Barcellona, che ha pagato al Santos una cifra vicina ai 60 milioni di Euro, anche se i risvolti dell’operazione sono tutt’ora poco conosciuti (infatti, il Barcellona verrà indagato e dovrà subire un successivo stop del mercato). Andando in gol fin dal debutto, Neymar conquista subito i tifosi, i quali credono di poter vivere con lui e Messi un’epoca magica. I sogni dei supporters si realizzano e, il magico duo, a cui si unisce anche l’uruguaiano Luis Suarez, conquista 2 Liga, 2 Coppe del Re, 3 Supercoppe di Spagna, 1 UEFA Champions League – a Berlino, contro la Juventus, dove O’Ney segna anche il terzo gol – 1 Supercoppa UEFA e 1 Mondiale per Club. Dopo 105 reti in 186 partite, la scorsa estate, convinto dal connazionale ed ex-compagno al Barça, Dani Alves, accetta la proposta del Paris Saint-Germain, venendo acquistato per la cifra record di 222 milioni, equivalente alla sua clausola rescissoria. L’operazione irrita molto i dirigenti catalani, poiché il presidente del club parigino, Nasser Al-Khelaifi, sembrerebbe abbia fornito a Neymar l’esatta cifra per autopagarsi la clausola ed eludere così il FFP, e i tifosi blaugrana, che si sentono traditi dal comportamento del brasiliano che aveva rinnovato poche settimane prima.

Inevitabile, quindi, per Coutinho, il confronto con l’amico ed ex-Santos: “Neymar? Siamo due calciatori differenti. Io arrivo qui per ritagliarmi il mio spazio. Sono ansioso di cominciare. Neymar mi ha detto che lo spogliatoio del Barça è incredibile. Si è detto felice della mia scelta.” Certamente, l’ex-Liverpool farà di tutto per non sprecare questa occasione: “Sono molto felice. È la realizzazione di un sogno. Questa è un’opportunità unica. Al momento non potrò giocare in Champions, ma il contratto di cinque anni fa ben sperare per un futuro ricco di successi. Obiettivo? Essere contento e vincere titoli. Desidero ringraziare la mia famiglia e non posso che esaltare gli sforzi della dirigenza blaugrana per portami qui. Hanno mostrato tanta pazienza.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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