La partita dello Juventus Stadium di ieri sera ci ha detto tante cose. E’ stata la definitiva consacrazione dei bianconeri tra le grandi d’Europa; è stato un capolavoro tattico di Allegri e il suo staff, che ha tra l’altro messo in luce i limiti di Luis Enrique; è stata la partita perfetta di Paulo Dybala, un ventitreenne con la faccia da bambino che ha lasciato nell’ombra quello che da più di dieci anni è giustamente considerato il calciatore più forte al mondo. E’ stata l’ennesima dimostrazione che la Juve, non solo grazie a Buffon, Bonucci e Chiellini, è forse la squadra migliore d’Europa quando c’è da difendersi. Ma, oltre alle svariate qualità della vecchia signora, il match di Torino ha sottolineato e ribadito quelli che sono i limiti del Barcellona in questa stagione.

Già perché, tolto l’epico exploit del Camp Nou contro il PSG, il Barça non è più neanche lontanamente la squadra che con Guardiola faceva sognare e godere tutti gli appassionati di calcio. I grandi “vecchi” sono in netto calo, Piqué è praticamente rimasto solo, Mascherano, anche se ieri a causa della pesante assenza di Busquets ha dovuto giocare in un ruolo che non ricopriva da un po’ di anni, non è più quello di due o tre stagioni fa e purtroppo, anche se fa male doverlo ammettere, lo stesso discorso vale per Iniesta. Don Andres non sembra più in grado di reggere novanta minuti a ritmi elevati, e di conseguenza ne risente tutta la squadra. Persino lo stesso Messi ogni tanto sembra camminare, salvo poi accendersi come ancora solo lui è in grado di  fare; ma le fiammate sporadiche non sono abbastanza, o almeno non lo sono contro un squadra organizzata come quella che Allegri ha messo in campo ieri sera.

E’ vero, il calcio è fatto di cicli che finiscono e ricominciano, ma è anche vero che l’enorme bravura dei balugrana è sempre stata quella di sfornare ricambi in continuazione dalla Cantera, in modo da mantenere la squadra sempre a grandissimi livelli, pur con interpreti sempre diversi e nuovi. Ultimamente però il numero dei ragazzi che dal settore giovanile sbarcano in prima squadra con dei ruoli da protagonisti e sempre più basso. Per sopperire a questa mancanza i dirigenti del Barcellona sono dovuti intervenire abbastanza pesantemente sul mercato ma , se escludiamo i due fuoriclasse Neymar e Suarez, hanno ottenuto risultati abbastanza scarsi. Si perché se abbiamo ancora negli occhi la partita di ieri sera possiamo tranquillamente sostenere che Umtiti, Mathieu e André Gomes non sono all’altezza di un palcoscenico del genere.

Detto questo il Barça rimane una grande squadra, piena di orgoglio e ovviamente al Camp Nou, davanti a quasi 100.000 persone non sarà assolutamente una passeggiata di salute per gli uomini di Allegri. E’ però evidente che, a prescindere da come andrà il finale di stagione, a Barcellona serve un bel ricambio generazionale e servono colpi mirati da effettuare nelle prossime sessioni di mercato. In particolare i dirigenti blaugrana sono già al lavoro per rinforzare la difesa, il centrocampo e le fasce laterali: praticamente tutta la squadra, esclusi i tre marziani la davanti. E’ ovvio che però tutto partirà dalla scelta del nuovo allenatore, visto il già annunciato addio di Luis Enrique al termine della stagione.

di Andrea Carbonari

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU AGENTI ANONIMI