Niente da fare neanche questa volta. Perso il quarto ricorso. L’ Avellino calcio scompare dal calcio professionistico. Ora è lotta contro il tempo per l’ammissione alla serie D.

Dopo soli 9 anni dalla sua costituzione, l’ Avellino scompare di nuovo. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento con cui l’ Avellino era stato escluso dalla Serie B. Dopo i tre gradi di giustizia sportiva, arriva anche il quarto diniego che sancisce l’ennesima umiliazione. Dopo il fallimento targato Pugliese, ora è toccato alla dirigenza Taccone.

È stata la terza sezione del TAR del Lazio, presieduta da Giampiero Lo Presti a confermare il verdetto del Collegio di garanzia del Coni. Già in mattinata l’avvocato era stato lapidario in un commento sfuggitogli: “Clima cordiale? Diciamo corretto, la cordialità è un’altra cosa…”. Aveva intuito che tirasse una brutta aria.

Ora Taccone dovrebbe muoversi in fretta e dichiarare il fallimento della società, per permettere alla città di ricominciare dalla serie D. Questo sicuramente con sommo dispiacere dei numerosi creditori. Diversamente si profilerebbe l’eventualità di ripartire dai campionati regionali mantenendo l’attuale denominazione.

Taccone può decidere ancora per il calcio della città e della provincia. Se non molla subito, l’ Avellino finirà con rimanere senza calcio.

A cura di Fabio Casalucci  @FabioCasalucci

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