Niente da fare. Respinto il ricorso dinanzi al CONI. L’Avellino è fuori dalla serie B 2018/19.

Oggi l’ Avellino giocava la partita più importante per il proseguo della stagione, ma ne è uscito sconfitto. Nella sede del Foro Italico del CONI, il Collegio di Garanzia ha respinto il ricorso della società irpina contro la mancata iscrizione in Serie B per irregolarità amministrative. C’erano anche un centinaio di tifosi che si erano radunati davanti al Foro, dietro ad uno striscione che recitava: “Salviamo l’ Avellino“, hanno accolto la notizia nel silenzio e nello scoramento totale. Ora rimane solo il ricorso al TAR, ma il morale è sotto i tacchi e la fiducia ridotta ai minimi termini.

Il dispositivo integrale che boccia i lupi.

Il Collegio di Garanzia dello Sport, a Sezioni Unite, nel giudizio presentato il 23 luglio 2018, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento previsto ex art. 54, comma 3, CGS CONI, dalla società U.S. Avellino 1912 s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in persona del suo Commissario Straordinario e legale rappresentante pro – tempore, dott. Roberto Fabbricini, per l’impugnazione della delibera dello stesso Commissario Straordinario, pubblicata sul Comunicato Ufficiale n. 33 del 20 luglio 2018 – con la quale è stato respinto il ricorso proposto dalla predetta società avverso l’intervenuto riscontro, ad opera della Co. Vi. Soc., giusta nota del 12 luglio 2018, del mancato rispetto dei “criteri legali ed economico finanziari”, così come stabiliti, ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al Campionato di Serie B 2018/2019, nel C. U. n. 27 del 13 aprile 2017 e nella integrazione di cui al successivo C.U. n. 49 del 24 maggio 2018, con contestuale diniego al club irpino della concessione della Licenza Nazionale richiesta e con reiezione della sua domanda di iscrizione alla Serie B per la stagione 2018/2019, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenti alla decisione medesima, tra cui, in particolare, la già citata contestazione dell’Organo di Vigilanza del 12 luglio 2018 ed il parere contrario della stessa Co.Vi.Soc. del 19 luglio 2018 – visto che, alla stregua di quanto emerso dalla discussione orale e dalla documentazione prodotta dalla ricorrente, quest’ultima, sotto il profilo sostanziale apparirebbe in possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria; considerato, peraltro, che il C.U. n. 49 nel quale è indicata una scansione procedimentale enormemente ristretta, ma nondimeno vincolante, non è stato impugnato nei termini previsti, il Collegio non può valutare la legittimità di tali criteri formalistici e respinge il ricorso.

Partita ancora aperta.

Secondo l’avvocato dell’Avellino la partita è ancora aperta:
“Sappiamo che è un’impresa difficile, ma abbiamo fondate speranze che il ricorso possa essere accolto, la partita è aperta. Certamente la difesa delle altre parti è stata dura, con la Figc, la Procura generale dello Sport e la Ternana come terza parte interessata. A un certo punto ci siamo sentiti soli contro il mondo. È triste vedere – ha aggiunto Chiacchio – disparità di trattamento con altre società. Se l’Avellino sarà escluso e in futuro dovessimo registrare un’apertura dei termini per altre società per fideiussioni nulle, per non dire false, sarebbe uno scempio all’interno della giustizia sportiva e della Figc e qualcuno dovrebbe porre rimedio”.

A cura di Fabio Casalucci @FabioCasalucci

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