Il Wanda è pronto. Il nuovo stadio dell‘Atletico Madrid, che sostituisce lo storico Vicente Calderòn, sarà inaugurato sabato 16 settembre contro il Malaga. Mancano alcuni dettagli, ma l’impianto è stellare, tra i migliori d’Europa.

Sono in corso le verifiche di illuminazione e innaffiatura del prato, per consentire un debutto in grandissimo stile. L’unico neo è la posizione: zona est di Madrid, fuori città. Per ovviare al problema il Comune ha inagurato una fermata della metro apposita, ma il club ha invitato i tifosi a distribuirsi sulle tre linee sotterranee della zona, che non ha mai avuto un tale afflusso di persone e deve ancora essere completamente ottimizzata.

L’impianto conta 68mila posti a sedere e un nuovo sistema di proiettori di nuovissima generazione, che permettono di illuminare ogni centimetro del rettangolo di gioco al meglio. Come all’Allianz Arena, anche le luci esterne coloreranno lo stadio di biancorosso, creando uno spettacolo di luci prima di ogni partita. Presente un sistema di 48 irrigatori sul campo, riscaldato costantemente. Costo totale: 220 milioni, sostenuti dal club e da Royalverd, società che curerà le perfette condizioni del manto erboso (la stessa che cura il Camp Nou e il Maracanà). La prossima settimana arriverà anche un debutto d’eccezione in Champions, avversari i campioni d’Inghilterra del Chelsea. A novembre toccherà anche alla Roma.

Il rinnovo di Diego Simeone fino al 2020 è stato il primo regalo della società (dopo che lo stesso allenatore l’anno scorso aveva accorciato la scadenza dell’accordo, dal 2020 al 2018), lo stadio sarà il secondo, forse ancora più importante. E pazienza se il nome stona, dovuto ai cinesi del gruppo Wanda, i più grandi immobiliaristi del Paese. La sponsorizzazione porta denaro, che ai club di oggi, vista la tendenza folle al rialzo dei cartellini, non fa mai male.

Stefano Francescato