Quando vuole è una Dea, un piacere per gli occhi. Ordinata, veloce, a tratti spettacolare. Poi, quando arriva il palcoscenico più atteso, quello in cui splendere al massimo, la luce divina si spegne in maniera quasi imbarazzante. L’Atalanta di questo inizio di stagione è completamente a due facce: la bella d’Italia e la bestia d’Europa.

Nel palco Italiano la Dea di Bergamo splende: ha un gran gioco ed è una delle squadre più belle da vedere. Non è perfetta (lo certifica la voce gol subiti e, soprattutto, l’ultimo rocambolesco pareggio 3-3 in terra romana), ma proprio per questo fa divertire tutti i tifosi. Proprio per questo è definita la squadra più inglese d’Italia. La classifica della Serie A, tutto sommato, sorride: terza con 17 punti a meno 4 dalla vetta.

Quando, però, supera i confini arrivano le grandi batoste. 11 gol subiti in 3 partite di Champions League, tutte sconfitte. Non era mai successo a nessuna Italiana. L’ultima sconfitta arriva proprio da un avversario inglese: il Manchester City. Forse non era proprio il miglior avversario da affrontare. i neroazzurri, però, non erano gli stessi, almeno non dopo il pareggio dei Citizens. Come mai c’è tutta questa differenza? L’Europa che conta è un pò troppo per l’Atalanta?

Atalanta, la peggior partenza di sempre di un’italiana in Champions League

Tre sconfitte su tre. Non era mai successo ad una squadra italiana. Inoltre è dal 2011/2012 che una squadra in generale non perdeva le prime tre partite in Champions League: è successo all’Otelul Galati (squadra rumena attualmante nella terza lega). Il quadro negativo si completa con gli 11 gol subiti in 3 partite, solo altre tre squadre ci sono riuscite in Champions League. Può essere l’inesperienza? La competizione è troppo per questa squadra? Sicuramente la prima partita è stata troppo sottovlutata, pagando forse l’emozione dell’esordio. L’Atalanta però è una squadra ben più forte di quella delle ultime notti europee.

La speranza è l’ultima a morire

Non tutto è perduto. C’è ancora la possibilità di passare grazie al pareggio tra Dinamo Zagabria e Shakhtar Donetsk, servono, però, 7 punti nelle ultime tre uscite. Ciò significa pareggiare con il Manchester City a San Siro e vincere le altre due. mission impossible, or quite impossible. I dati dicono che in 39 casi su 43, le squadre a zero punti dopo le prime tre partite, sono rimaste all’ultimo posto. Sappiamo che l’Atalanta può fare di più, vuole fare di più. La speranza è l’ultima a morire.

L’esultanza dei giocatori neroazzurri dopo il gol in Sassuolo-Atalanta 1-4

Gli infortuni in difesa e quello di Zapata non aiutano il quadro generale, ma in Serie A la Dea marcia veloce come tutti si aspettano. Gasperini e i suoi devono solo continuare così. Con più attenzione e più cattiveria i risultati arriveranno anche in Europa, bisogna avere pazienza. D’altronde la Dea, quando vuole, è un piacere per gli occhi.