Il presidente Agnelli è intervenuto ad un evento nella sala executive di San Siro:”Spettasse a me, spingerei per un impianto nuovo”

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, dopo essere stato chiamato in causa durante l’incontro Il Foglio a San Siro, ha esposto le sue idee sulla questione stadio dibattuta in questi giorni e che vede interessati Milan ed Inter da una parte mentre dall’altra il Comune di Milano:

“San Siro è parte della storia italiana, da parte mia ho ricordi molto piacevoli: arrivai anni fa alle 20.25 per la semifinale di Coppa Uefa contro il Borussia Dortmund, vidi lo stadio pieno e tutti cantavano, mi spaventò. Poi uno deve fare delle riflessioni su un impianto moderno, da sfruttare a 360°, e da questo punto di vista San Siro fa vedere la sua età: dal mio punto di vista vorrei uno stadio moderno e nuovo, vivo 365 giorni l’anno. In una situazione ideale credo che ognuno vorrebbe un proprio impianto, dopodiché entrano una serie di riflessioni economiche e non solo. Fosse per me, vorrei un impianto che rappresenti ogni società: per il Milan il suo stadio, per l’Inter il suo stadio”.

San Siro

Il primo tifoso bianconero ha commentato l’inizio dei lavori dell’Assemblea generale ECA (tenutasi ad inizio settimana) per quanto riguarda il nuovo calendario internazionale:

“Il futuro del calcio è tutto da scrivere, ma è giusto pensarci oggi: nel 2024 scade il calendario internazionale, che determina tutti i termini dei tornei. Il nuovo calendario detterà i tempi del calcio internazionale, è un momento importante: pensare oggi per il 2024 deve permetterci di arrivare a soluzioni sia per i club che per le nazionali, quel che è successo nelle ultime settimane è stato determinante all’interno della governance sportiva. Ringrazio il presidente Ceferin e l’UEFA: ci siamo ritrovati per discutere del nuovo calendario. Serve un sistema in cui poter competere ma avere anche un percorso di crescita per alcuni paesi: avremo bisogno di 16-18 mesi da questa data per stilare un progetto europeo per il calcio del futuro, arrivando ad un calendario armonizzato”.

Agnelli è poi tornato sulla situazione degli stadi in Italia, argomento tornato alla ribalta con la discussione sulle sorti del Meazza:

“Se sono in un impianto obsoleto pur affascinante, la resa non sarà comunque la stessa rispetto ad uno stadio moderno: non ci siamo pentiti della capienza dell’Allianz Stadium, bisogna sempre pensare al riempimento di tutte le partite. Avere gli stadi sold-out dev’essere un obiettivo, riempire sempre gli stadi dev’essere fondamentale. Da lì, poi, serve la capacità della Lega di rendere il nostro prodotto internazionale. Una distribuzione migliore dei diritti televisivi? Si, si può: dipende da come sono però poi le filosofie di ogni singolo club, capire che giocatori può permettersi. Su Cristiano Ronaldo, ad esempio, i ragazzini di oggi sono legati al dove vada il proprio idolo per tifare una squadra: se pensiamo invece ancora di offrire o creare un prodotto che assecondi il tifo di chi è più vecchio, qualcosa lo stiamo sbagliando. Spetterà alla Lega l’avere il supporto dei club in questo senso”.

Infine, il dirigente ha rassicurato i tifosi della Vecchia Signora sulle condizioni di Cristiano Ronaldo:

“Oggi il campione fa la differenza e i giocatori sono disposti a seguirlo più della squadra in generale. L’obiettivo è capire cosa vogliono i tifosi del futuro, se gratificassimo i cinquantenni attuali sbaglieremmo qualcosa. Se torna per l’Ajax? Per nostra fortuna abbiamo una rosa di qualità, quando si hanno infortuni del genere serve cautela. Ronaldo sta bene, lo tuteleremo da qui al termine della stagione perché è più importante che pensare a una sola partita“.

Antonio Alicastro