Jorge Almiron

Era la notizia della settimana in Argentina, quella dell’accordo totale tra Jorge Almiron e il Las Palmas per il passaggio dell’ormai ex tecnico del Lanus alla guida del club delle Canarie (una sfida stimolante, da affrontare probabilmente insieme al fedelissimo Marcone), ma ora l’idillio tra El Negro e i gialli di Spagna sembra essere messo a dura prova dalla Federcalcio spagnola.

ALMIRON-LAS PALMAS, LA RFEF DICE NO: I DETTAGLI– La RFEF, infatti, ha l’ultima parola su ogni trasferimento da e verso la Liga, e stando alle indiscrezioni uscite nella notte tra mercoledì e giovedì avrebbe dato un brusco stop alla trattativa che avrebbe portato il tecnico vincitore di tre titoli in un anno solare col Lanus e finalista della Copa Libertadores 2017 in Spagna: il motivo è presto detto, e risale alle (assurde in alcune occasioni) normative UEFA che vanno applicate da tutte le Federazioni iscritte all’organismo calcistico europeo. Il patentino argentino e sudamericano in genere non viene riconosciuto di default in Europa, ma per essere ”accettato” dall’UEFA il tecnico deve avere almeno 5 anni di carriera da allenatore capo nel suo paese: non sono ammesse deroghe per meriti sportivi (conclamati nel caso di Almiron) e non vengono contati i periodi da viceallenatore, e così il percorso del Negro si è fermato una volta che la RFEF ha accertato che l’ex tecnico del Granate si ferma a quattro stagioni da tecnico sulle panchine di Tijuana, Godoy Cruz, Independiente e Lanus. Ecco spiegato il brusco stop al trasferimento di Jorge Almiron al Las Palmas, bloccato dalla RFEF per ”mancanza d’esperienza” nonostante i titoli vinti e la recente finale: il Las Palmas farà ricorso contro questa decisione (da capire se verrà fatto alla Liga, alla RFEF o addirittura al TAS) e spera ancora di poter tesserare El Negro, ma si è dato un tempo limite. Se entro gennaio non verrà risolta la questione e Almiron non riceverà il via libera federale (molto difficile), il club canario punterà tutto su Paco Jemez (ex tecnico del Rayo), libero dopo l’esperienza messicana col Cruz Azul: non sarà facile risolvere la situazione del tecnico argentino, perchè la norma è interpretabile e i precedenti sono discordanti (lo ricordiamo, i tecnici argentini visti in precedenza nella Liga, dal giovanissimo Zubeldia a Pellegrino, avevano tutti i canonici 5 anni).

I PRECEDENTI: DAL SÌ A BETTONI AL DISASTRO SCHELOTTO-PALERMO– La norma, come dicevamo in precedenza, è interpretabile (alcuni paesi, di riffa o di raffa, accettano tecnici con tre anni), e i due precedenti noti sono discordanti. Il caso positivo è rappresentato dalla situazione di David Bettoni, vice e collaboratore storico di Zinedine Zidane: al momento della promozione di Zizou alla guida del Real Madrid, Bettoni non possedeva nessun patentino, e così venne formalmente inserito nell’organigramma come semplice assistente di campo/match analyst anche se svolgeva tutti i compiti tipici del viceallenatore. La RFEF, però, si accorse subito che era il vero e proprio vice di Zizou e di fatto andò ad estrometterlo dallo staff del tecnico delle merengues, salvo poi riammetterlo dopo il ricorso dei blancos (potere di Florentino) e creare un precedente che potrebbe essere sfruttato dagli avvocati del Las Palmas. Nel panorama europeo, però, c’è anche un precedente funesto dal sapore tutto italico: il Palermo raggiunse un accordo con Guillermo Barros Schelotto, fautore del primo Lanus dei miracoli e tecnico dalle grandi doti, salvo poi vedersi bloccato l’ingaggio dalla FIGC proprio per il mancato riconoscimento del patentino dovuto all’inesperienza (meno di 5 anni da tecnico) del Mellizo. Dopo un mese di tentativi e stratagemmi per far dirigere la squadra a Schelotto in via non ufficiale, fu lo stesso tecnico a dire basta e dimettersi, scegliendo di approdare al Boca Jrs e iniziando il ciclo vincente con gli xeneizes: ecco, lo scenario più possibile per Jorge Almiron sembra questo, col sogno europeo infranto e un futuro tutto da riscrivere. San Lorenzo e Cile osservano interessati, e intanto in Argentina scoppia la polemica guidata da Gerardo Pelusso, che si è scagliato senza mezzi termini contro questa decisione. Quale sarà il futuro del Negro? Lo scopriremo nella prossima puntata…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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