Quella andata in scena ieri sera all’Allianz Stadium è una partita che difficilmente verrà dimenticata dagli amanti dello sport, tifosi della Juventus e non. E’ stato innanzitutto un magnifico evento, uno spettacolo nel senso assoluto del termine, condito dai soliti sfottò che mai son degenerati in qualcosa di più grave.

Il risultato del campo è stato quanto mai coerente con ciò che è stato l’andamento della gara, dominata sin dai primi minuti dai ragazzi di Massimiliano Allegri, motivatissimi a recuperare lo svantaggio rimediato a Madrid, ma soprattutto ad avere una rivincita dal punto di vista prettamente mentale. La determinazione dei bianconeri si è notata a partire dal calcio d’inizio, seppur mixata ad una ratio imposta dal tecnico livornese che non ha mai smesso di suggerire ai suoi la tanto celebre “halma”, al fine di non cascare nella trappola dell’isteria, della foga, della ricerca spropositata del gol che avrebbe inevitabilmente lasciato praterie per le temibili ripartenze dei Colchoneros.

A differenza di quanto visto nella gara d’andata, v’è stato un netto miglioramento della condizione fisica che ha portato i bianconeri a lottare con convinzione su ogni pallone, a vincere numerosi contrasti ed a sovrastare i giocatori di Simeone anche sul piano dell’intensità. Il Cholo, in particolare, non si aspettava “l’allegrata” messa in scena ieri, con un’impostazione anomala che portava ad una difesa a 3 inedita in fase di possesso: è stato Emre Can a vestire i panni del centrale di destra con delega alla regia, che ha permesso alla Juventus di sviluppare in maniera più agevole il gioco ed a Pjanic stesso di poter godere di una maggiore libertà di spinta in avanti. Inoltre, la sua marcatura serrata su Morata non ha permesso all’ex di turno di recuperare palle alte sui rinvii di Oblak e, di conseguenza, ha impedito alla difesa dell’Atletico, tormentata dall’asfissiante assedio bianconero, di trovar attimi di respiro.

Fare di necessità virtù è da sempre la caratteristica che rimarca la grandezza dei club; la pensante assenza di Alex Sandro poteva apparire come un handicap, poteva essere un alibi ed invece è stata la molla che ha fatto scattare la rivincita personale di Leonardo Spinazzola. Il terzino umbro, nato come attaccante esterno, non ha assolutamente fatto rimpiangere il brasiliano, anzi è stato un’autentica spina nel fianco della difesa dei Colchoneros che spesso è dovuta ricorrere a raddoppi di marcatura per bloccare le azioni del numero 37 a strisce bianconere. Una attestazione di maturità, una conferma e la certezza di poter a tutti gli effetti far parte di questo gruppo di campioni e di non sfigurare affatto alla prima esibizione sul palcoscenico della Champions League.

Chi s’è distinto anche ieri, ma non rappresenta per nulla una novità, è Federico Bernardeschi. Il “tuttofare” di Max Allegri come al solito ha sfoderato l’ennesima prestazione “di testa” più che di gamba; la sua dimensione tattica ed il suo minuzioso seguire i dettami del tecnico fanno del ragazzo di Carrara uno dei gioielli più preziosi della rosa del club di Andrea Agnelli. E’ il suo piede che dipinge quella traiettoria magica che permette a Cristiano di svettare e punire l’Atletico per la prima volta, è la sua irrefrenabile corsa, la sua prestanza fisica e la sua determinazione a lasciar sul posto Correa, entrato intorno all’ora di gioco, e a procurarsi il rigore del definitivo 3-0. Rimpianti nessuno, ma sarebbe stata da incorniciare quella rovesciata se solo avesse centrato lo specchio della porta.

Prestazione importante di tutti i componenti della formazione, ma fondamentale è stato l’apporto, soprattutto in fase realizzativa, di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, dopo aver metabolizzato la sconfitta al Wanda Metropolitano, non ha esitato un minuto a caricare i compagni e l’ambiente e a partecipare in maniera determinante al clamoroso successo della Juventus. Tripletta a cadenza programmata che non lascia scampo all’Atletico, una delle sue vittime preferite, contraddistinta dalla freddezza che solo un autentico fuoriclasse conscio del proprio potenziale può avere.

Quella di ieri è stata la vittoria di tutta la Juventus, della società, dello staff, dei calciatori, dei tifosi ed anche delle finanze bianconere, che, oltre ad esser state incrementate dal passaggio del turno, hanno potuto godere i frutti di un’eccezionale impennata in Borsa.