<< TAKE IT TO THE MAX >>. Con questo gioco di parole il tabloid britannico The Sun ha intitolato la sua edizione lunedì scorso sostenendo come molto probabile l’approdo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Chelsea in vista della prossima stagione. Il feeling tra l’attuale tecnico dei londinesi, Antonio Conte, e il patron, Roman Abramovich non è mai sbocciato e la mancata resurrezione nel giorno di Pasqua ha acuito la frattura: sconfitta casalinga per 1-3 nel derby con il Tottenham e Champions attualmente lontana 8 punti.

Il tecnico salentino ha il contratto in scadenza nel 2019, ma in Inghilterra si vocifera da tempo un avvicendamento sulla panchina dei Blues. Sicuramente Conte non intende dimettersi e resterà al timone della squadra fino al termine della stagione: d’altro canto Abramovich non avverte l’esigenza di esonerarlo prima di maggio per evitare di pagare inutilmente un ingaggio piuttosto oneroso (circa 10,8 milioni a stagione n.d.r.). Nel frattempo però sta cominciando a guardarsi in giro: se Luis Enrique è da qualche tempo a questa parte l’indiziato numero uno per sostituire Conte, sono state portate avanti anche le ipotesi di Jardim, Tuchel e Sarri. Tutte ipotesi: nessuna conferma ma nemmeno alcuna smentita. Affascinati dalle bombe di mercato i giornali d’oltremanica ora puntano con decisione sul nome più rumoroso: quel Max Allegri che potrebbe essere arrivato al naturale capolinea della sua esperienza juventina.

Il tecnico di Livorno ha più volte manifestato l’interesse di allenare all’estero, in particolare in Premier League, ma nonostante le due sconfitte in finale di Champions (2015 e 2017) ha sempre continuato a sostenere la causa bianconera. La débâcle di martedì sera contro il Real Madrid ha messo la Juve con più di un piede fuori dall’Europa e, nonostante Allegri abbia un contratto fino al 2020 non è escluso che le parti arrivino a una rescissione consensuale a fine campionato. A questo punto le sirene inglesi canterebbero sempre più convinte e Londra diventerebbe inevitabilmente la destinazione più gradita.

La storia, quindi, potrebbe ripetersi. Ancora una volta Allegri sostituirebbe Conte alla guida di un club. Era successo già nel luglio 2014 quando in maniera repentina e per certi versi misteriosa Conte aveva salutato i bianconeri consegnando le dimissioni. La dirigenza juventina impiegò un solo giorno per trovare il suo sostituto che, abbattendo lo scetticismo iniziale, ha confermato il dominio incontrastato in Italia e ha conferito un’impronta rilevante anche a livello europeo.

Antonio Conte (sin.), 48 e Massimiliano Allegri (destra), 50. Al termine della stagione potrebbe esserci il secondo avvicendamento tra i due.

Nel caso si concretizzasse il trasferimento continuerebbe la fertile tradizione di allenatori italiani nella perfida Albione. Da Carlo Ancelotti a Roberto di Matteo, che a Londra hanno lasciato il segno ottenendo importanti traguardi, dallo stesso Conte – vittorioso al suo primo anno in Premier – a Claudio Ranieri, artefice di una delle imprese più grandi del calcio mondiale. Tutti vincenti, tutti italiani. Del resto si sa … Italian coaches do it better!

Alessandro Badalin