Guidare la nazionale dell’Inghilterra. Per molti un sogno. La nazione che ha inventato il calcio. Una nazione scossa però dallo scandalo Allardyce, inglese sulla panchina della sua nazionale, quella nazionale. Un suicidio professionale e mediatico per Big Sam, e una polemica che manda l’Inghilterra in un tunnel. Ma non è la prima volta.

E’ “maledetto” il ruolo del commissario tecnico dell’Inghilterra. Almeno a guardare a quello che è successo ai tecnici che si sono susseguiti su una delle panchine più ambite del mondo. La nazionale del paese che ha inventato il calcio moderno nella sua storia ha portato a casa “solo” il Mondiale del 1966: da allora una serie incredibili di delusioni sul campo, ma anche e soprattutto fuori dal campo.

Sam Allardyce, il cui caso ha fatto il giro del mondo, non è certamente il primo a finire nell’uragano scandalistico, anche se forse vince la classifica per il fatto più clamoroso. Licenziati direttamente dalla FA troviamo infatti anche Don Revie (1977) e Glenn Hoddle (1999), dimessi Terry Venables (1996), Kevin Keegan (2000), Sven-Goran Eriksson (2006) e Fabio Capello (2012). Una strage.

Eppure, soprattutto per gli inglesi, dovrebbe rappresentare il punto più alto della carriera. Rovinarlo per motivi extra-campo è un assassinio. Spesso ci sono di mezzo l’avarizia e la stampa, pronta a dire la sua e mettere in luce i fatti. Revie dette la notizia delle sue dimissioni a una testata inglese in cambio di 20,000 sterline, prima di consegnare le dimissioni alla FA. La notizia uscì e lui ricevette 10 anni di radiazione dal calcio britannico. Hoddle, invece, fece delle dichiarazioni ritenute contro i disabili in un’intervista al Times: licenziato.

Passando a chi si è dimesso o è stato invitato ad andarsene, Venables finì sotto processo per i troppi affari economici e lasciò il posto dopo Euro 1996. Keegan, più semplicemente, non riuscì a reggere mentalmente alle critiche della stampa e si dimise dopo la sconfitta alla Germania a ottobre 2000.

Due vecchie conoscenze del calcio italiano, anche Eriksson e Capello finirono risucchiati nel vortice delle polemiche. L’ex tecnico della Lazio venne beccato dalla stampa a dichiarare a un finto sceicco la sua disponibilità a sedersi sulla panchina dell’Aston Villa, oltre ad essere colto in flagrante nel suo affaire con l’amante Ulrika Jonsson. La FA decise di liberarsi di lui dopo il Mondiale 2006, nonostante il contratto fino al 2008.

Dopo di lui venne McLaren, eliminato per motivi calcistici, e poi Capello. L’ex mister di Roma e Juve finì coinvolto nello scandalo Terry, a cui tolse la fascia di capitano dopo le accuse di razzismo da parte di Anton Ferdinand. Capello decise che le pressioni erano troppe e lasciò.

Un ruolo che rimane e rimarrà sempre affascinante, ma anche maledetto. Ora sulla panchina siede Southgate, prelevato dell’Under 21, e il mondo attende l’annuncio del successore. Tra i candidati anche due italiani, Mancini e Ranieri. Sperando che la maledizione sia finita.