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A sud ovest di Madrid c’è un quartiere chiamato Leganès, situato tra Getafe e Alcorcon che fino a qualche decennio fa veniva chiamata “citta dormitorio”(ciudad per gli spagnoli) per via dei soli lavoratori che vi abitavano, i quali lasciavano la cittadina di mattina per recarsi a lavoro nella capitale spagnola per poi tornare solamente la sera. Ma qualcosa, alla fine del secolo, è cambiato. Sono nate industrie e infrastrutture e Leganès adesso conta circa 200.000 abitanti. Ma soprattutto, ora questo comune autonomo verrà ricordato per la sua squadra di calcio, il CD Leganès. Nata nel 1928, nonostante gli 88 anni di storia, la società non è mai riuscita ad ottenere risultati esaltanti, tutt’altro. È stato un continuo ascensore tra la Segunda Division e la Segunda Division B (la terza lega nazionale). Ma al termine della scorsa stagione si è avverato un sogno: promozione( la seconda in fila visto che nel 2014 è arrivata quella dalla terza alla seconda divisione)nella massima serie con un secondo posto alle spalle dell’Alaves. Risultato inaspettato e imprevedibile se si pensa che il club pepinero (letteralmente “raccoglitore di cetrioli” poiché la zona è molto ricca di questo ortaggio) era uno dei più poveri della Segunda Division con a disposizione esclusivamente  5 milioni di budget e stipendi che non superavano i 200.000 euro. Per fronteggiare difficile situazione economica del club la presidententessa Maria Victoria Pavon, insieme ai suoi collaboratori, in particolare il Ds Indias, ha condotto un mercato molto intelligente, puntando su giovani di prospettiva acquistati in prestito. In questo ambito è da intendersi l’accordo con la Juventus, che ha mandato in Spagna il promettente Gabriel Pires, brasiliano classe 1993, per fargli fare esperienza. Il Leganes non è nuovo a queste manovre, infatti, in tempi non sospetti, aveva in rosa un giovanissimo Samuel Eto’o, in prestito dai cugini del Real Madrid. imageOttenere risultati importanti con tanti giovani in squadra non è facile, ma il tecnico Asier Garitano non ha avuto problemi a mandarli in campo con la sua filosofia: tutti devono correre per tutti. Infatti il Leganes si schiera con il 4-2-3-1 e tutti, anche l’unica punta, devono ripiegare in difesa, solo così si possono fronteggiare le squadre della Primera Division. Il debutto assoluto in Liga non è certo dei più semplici: trasferta a Vigo contro il Celta. Il primo gol nella massima serie dei pepineros è siglato, a 15 minuti dal termine, dal difensore Victor Diaz. Prima rete e primi tre punti per il Leganes. La seconda giornata è proibitiva per la neopromossa: derby, in casa, con l’Atletico Madrid. Partita molto difensiva quella giocata dai padroni di casa, che sono riusciti a fermare i vicecampioni d’Europa sullo 0-0. Dopo due giornate il “Lega” ha 4 punti e 0 gol subiti cosa che li rende la miglior difesa d’Europa. Niente male per una squadra che è alla prima stagione nel massimo campionato. L’anima della città e della squadra è lo stadio Municipal de Butarque, solo 8 mila posti a sedere, poche persone ma una passione incredibile, che rispecchia al meglio il cuore dei giocatori in campo e di tutto il comune, vissuto sempre all’ombra della capitale spagnola e delle sue squadre più blasonate. imageC’è aria di rivincita a Leganès, in casa di quella che ormai è la terza squadra di Madrid, ma il cammino per la salvezza è ancora lungo, però, si sa, che chi ben comincia…

A cura di Filippo Rivani e Tommaso Prantera.