Ajax

L’Ajax ha disputato una stagione forse irripetibile per gli ajacidi, almeno nel calcio moderno. La società che aveva dominato in Europa negli anni ’70 con Johan Cruyff, vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive e costituendo l’ossatura della grande Olanda che sfiorò due volte il successo mondiale, ”cadendo nella bellezza” contro Germania Ovest (1974) e Argentina (1978), è tornata grande grazie a un’autentica generazione d’oro. Matthijs De Ligt, Frenkie De Jong e compagni hanno vinto l’Eredivisie (+3 sul PSV) e la KNVB Beker (4-0 al Willem II) centrando un double interno, e hanno incantato l’Europa intera in Champions League, dove la loro corsa si è fermata alla rete di Lucas Moura al 95′ nella semifinale di ritorno contro il Tottenham: prima di allora, l’Ajax se l’era giocata con chiunque, pareggiando due volte nel girone col Bayern e battendo Real Madrid e Juventus in trasferta.

Un cammino europeo partito dal 2° preliminare e arrivato a un passo dalla finale con 10 vittorie, 6 pareggi e due ko, entrambi in casa contro Real e Tottenham, e un’annata da urlo: l’Ajax di Erik ten Hag ha insegnato calcio, giocando con una proposta offensiva e triangolazioni ”da Playstation”, e ha segnato la bellezza di 175 gol stagionali (record), 119 in 34 match di Eredivisie. L’Ajax, che nell’era-Cruyff aprì un ciclo vincente riuscendo a trattenere tutti i suoi big, verrà però smantellato in sede di calciomercato, viste le tante offerte che sono giunte per i suoi gioielli. Il calcio moderno è fatto così, c’è una squadra-rivelazione e viene subito smontata dalle big che hanno sete di vittoria e/o rivincita: è la dura legge del calciomercato multimiliardario, quello in cui Mbappé viene pagato 180mln e i trasferimenti over-100mln finiscono per non fare sensazione. Ma l’Ajax, anche in un calcio così ”monetario”, è riuscito a dare a tutti un’altra lezione. La lezione della programmazione, perchè si è già portato avanti sostituendo chi verrà ceduto.

L’AJAX E LA SUA LEZIONE: PROGRAMMARE IL FUTURO PRIMA DI CEDERE

Entriamo nei dettagli del futuro degli ajacidi. L’addio di Frenkie De Jong, che andrà al Barcellona per 80mln, era già stato definito a fine 2018 e diventerà formale a luglio, quello di Matthijs De Ligt è praticamente certo. Il difensore classe ’99, capitano dei Lancieri e autore di una stagione da urlo in patria e in Champions League, sembrava ad un passo dal Barcellona fino a un paio di giorni fa, poi Raiola ha alzato le pretese e chiesto la titolarità garantita per firmare coi blaugrana: la sensazione è che le divergenze possano appianarsi con un rialzo blaugrana, anche perchè Man City, Man Utd e Bayern pressano per ottenere le prestazioni di quello che sarà il miglior difensore del prossimo decennio, e il Barça non vuole farsi beffare. Resteranno sicuramente ad Amsterdam Onana e Tagliafico, che hanno rinnovato con la promessa di restare un altro anno ed essere ceduti nell’estate 2020, mentre hanno parecchi estimatori David Neres, van de Beek, Ziyech e Tadic. Il serbo, 38 gol e 24 assist in tutte le competizioni (giocando 56 partite su 58, com’era quella storia del turnover?), potrebbe cedere all’idea di saltare sull’ultimo treno disponibile per una big, oppure restare e diventare una bandiera dei Lancieri. van de Beek piace al Tottenham per un eventuale dopo-Eriksen, Neres potrebbe ritagliarsi spazio nel Brasile e piace a mezza Europa, Ziyech ha un mezzo abboccamento col Bayern e Overmars ha dichiarato che ”se arriverà una bella offerta, gli abbiamo promesso che la accetteremo”.

Insomma, il giocattolo di Erik ten Hag, che è diventato uno degli allenatori più ricercati d’Europa (ma potrebbe restare un altro anno e offrirsi al Barça nel 2020), verrà smontato in sede di mercato. Le cessioni di Frenkie De Jong e Matthijs De Ligt, pilastri di una squadra che è stata costruita di fatto con un ciclo quadriennale lanciando i giovani e facendoli crescere, e passando per le delusioni dell’Eredivisie sfumata all’ultimo respiro nel 2015-16, della finale di Europa League persa nel 2016-17 e di questa Champions League, potevano essere davvero ”distruttive” per il progetto dell’Ajax. Ma i Lancieri hanno sfoderato la loro miglior arma, la programmazione. Quella programmazione che ha consentito di far arrivare a questo livello i vari Onana, van de Beek, De Jong, De Ligt, Neres e Ziyech dando loro minuti illimitati e altrettante ”chances di sbagliare” e mettersi in mostra, è servita per rimpiazzare i giovani Frenkie e Matthijs ancora prima di averli realmente persi. Pochi giorni dopo aver ufficializzato l’addio estivo di De Jong, ecco infatti arrivare l’ufficialità dell’acquisto del rumeno Razvan Marin. Un talento (classe ’96) che forse è sconosciuto al grande pubblico, ma che è sulla bocca di tutti gli appassionati di calcio dell’Est e/o di Football Manager: milita nello Standard Liegi, gioca da mezzala e sta chiudendo la sua stagione con 10 gol e 10 assist. Mezzala d’inserimento dunque, e questo ci dà un’indicazione sul futuro ajacide: Marin giocherà da mezzala, mentre Schøne verosimilmente tornerà a fare il regista puro abbandonando la posizione da incontrista che aveva ottenuto dopo l’esplosione di Frenkie De Jong. Marin, per le sue doti tecniche e capacità d’inserimento, potrebbe sostituire anche van de Beek: perchè non va dimenticata la cantera dell’Ajax, che solo a centrocampo potrebbe veder schierati giocatori come Gravenberch (talento predestinato) ed Ekkelenkamp, quello che rischiò di segnare a dieci minuti dall’ingresso in campo con la Juve. Senza dimenticare Eiting e De Wit, che hanno già assaggiato il campo in Eredivisie: in attacco invece occhio a Bandé e Lassina Traoré, un altro che stava per segnare al debutto.

In difesa, invece, le grandi manovre dell’Ajax sono state fatte tra aprile e maggio, e anche qui con grandi intuizioni. Ad aprile l’Ajax ha ufficializzato l’acquisto di Kik Pierie, talento classe 2000 dell’Heerenveen che in patria viene visto come il nuovo De Ligt ed è costato 5mln. Non contenti, gli ajacidi hanno anche ingaggiato nella giornata di ieri Lisandro Martinez, difensore classe ’98 che è stato uno dei leader assoluti del Defensa y Justicia che ha sfiorato il titolo nella Superliga Argentina. Lisandro Martinez è un centrale moderno, bravo tanto nell’uscita palla al piede quanto nelle palle alte: con Beccacece ha segnato due gol e confezionato tre assist, ed è il prototipo del difensore adatto alla salida lavolpiana. Se questa descrizione vi ricorda De Ligt, allora avete avuto la stessa idea dell’Ajax, che il 17 maggio ha già chiuso la batteria dei centrali difensivi per il 2019-20: Blind e Magallan più i nuovi Pierie e Martinez. Due argentini e due olandesi per comporre due coppie che mischiano doti fisiche e uscita palla al piede: questo significa programmazione, e l’idea ”futuristica” dell’Ajax viene confermata anche dall’acquisto del portiere 19enne Scherpen. Un giovane che ha disputato la stagione con l’Emmen retrocesso subendo 73 gol, ma che si è messo in mostra per le sue doti con la palla tra i piedi: ci giochiamo un caffè che sarà l’erede di Onana nel 2020, e ci giochiamo qualcosa anche sul fatto che l’Ajax rimpiazzerà in fretta e furia ogni possibile partente. Non è un caso che le voci su Bergwijn, subito spente dal ds del PSV, siano uscite proprio quando si parlava della cessione di Ziyech.

Perchè i grandi club fanno così, cedono solo dopo aver trovato un sostituto e dopo aver programmato nei dettagli il futuro, senza ridursi a cercare costose e affannose soluzioni last-second come accade invece nel resto del Vecchio Continente e in Italia. L’Ajax avrebbe tanto da insegnare in quest’ambito ai nostri club, ma in Italia, ahinoi, la parola ”programmazione” è pressochè sconosciuta…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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