Non le manda certo a dire il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che, in una lettera agli azionisti, invoca cambiamenti urgenti alla Lega e a tutto il sistema calcio. “Il gap con i migliori club europei rimane elevato e il divario va ridotto per permetterci di aspirare a risultati in linea con la nostra storia internazionale. Servono riforme di sistema. Il nostro calcio ha necessità di grandi misure di carattere domestico e di nuovo slancio verso i mercati internazionali”.

Per adesso l’unica società proiettata verso il futuro è proprio la Juve di Agnelli.

Lo stadio di proprietà unito ad una campagna di marketing studiata per raggiungere i mercati internazionali, soprattutto asiatici, per accontentare un numero sempre maggiore di tifosi e appassionati, hanno fatto riacquistare alla vecchia signora, una dimensione internazionale che mancava dai tempi di Capello. Non può tuttavia bastare la Juve per risollevare il movimento calcistico italiano. Dietro i bianconeri troviamo Roma e Inter che, con l’arrivo di due investitori stranieri come James Pallotta e Erick Thohir, hanno iniziato a guardare al futuro non più in maniera statica ma dinamica, con la volontà di espandere e vendere il proprio marchio in tutto il mondo. La società capitolina ha già presentato il progetto per uno stadio proprietario mentre l’Inter dovrebbe ereditare in via esclusiva San Siro e apportare la modifiche necessarie per  portare lo storico impianto milanese al livello degli altri grandi stadi d’Europa. Un San Siro interamente nerazzurro implica un trasloco per i cugini rossoneri che hanno iniziato a sondare il terreno e a gettare le basi per questo storico cambiamento.

Non solo nuove infrastrutture, Agnelli ne ha per tutti:”è necessaria un’ulteriore  riduzione del numero di società professionistiche, accompagnato da una revisione della composizione delle rose, per garantire alle nazionali un adeguato rifornimento di giocatori convocabili.  Le seconde squadre sono da preferire alle cosiddette ‘multiproprietà, poiché assicurano una crescita dei talenti costante e armoniosa con un solido interscambio con la Prima Squadra”.

Riforme a tuttotondo insomma, riforme profonde,necessarie e soprattutto urgenti. Se il nostro paese avrà la forza e il coraggio di cambiare potrà tornare ad essere protagonista e non solo spettatore anche nelle grandi notti di Champions League.

 

Vito Lecce

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