Oltre al grande successo di domenica sera in Supercoppa italiana contro la Juventus, uno degli argomenti più caldi in casa Lazio è la situazione relativa a Keita Balde. L’attaccante esterno senegalese, 22 anni, non si è presentato all’allenamento con il resto della squadra a causa della rottura, ormai definitiva, con la società.

Il suo agente, Roberto Calenda, è stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport” per un quadro più chiaro del momento.

Queste le dichiarazioni del procuratore: “Keita non si è presentato all’allenamento di oggi in quanto è esasperato per una serie di comportamenti della società che non è più disposto a sopportare. Da ultimo, sono arrivate anche le scritte offensive sui muri a Formello, evidentemente alimentate dalle dichiarazioni fuorvianti con le quali la Lazio sta gestendo la sua vicenda. Come si è arrivati a tutto questo? Keita è arrivato alla Lazio che era un ragazzino. Si è guadagnato la stima del mondo del calcio con il suo impegno costante e con la qualità e l’efficacia del suo gioco. Ha potuto mostrarsi più che altro in scampoli di partite, e tuttavia è risultato decisivo tante volte. Pur giocando poco, l’anno scorso ha realizzato 16 gol. Oggi ha 22 anni, l’età giusta per un calciatore per cominciare a raccogliere i primi frutti del suo talento e del suo impegno. Nonostante i risultati, la Lazio non ha dimostrato mai di credere in lui, di avere per lui il progetto che merita. Dopo la stagione con Pioli, aveva chiesto di essere ceduto. La Società gli ha promesso un posto in squadra con Inzaghi e un contratto da top player. Ma nulla di ciò si è verificato: nessun nuovo contratto gli è stato proposto né nel 2015-16, né nel 2016-17; e con Inzaghi è stato impiegato con un po’ di continuità solo nel finale di stagione. Ciononostante, lo ha ripagato con 16 reti. Il suo trattamento economico continua a essere notevolmente inferiore a quello riservato ad attaccanti che hanno avuto un minutaggio di gioco addirittura minore del suo nel 2017“.

Calenda non manca poi di pungere la Lazio: “Con questa Società il dialogo è difficile. Tempo fa abbiamo scritto per chiedere un incontro, ma non abbiamo ricevuto risposta né siamo stati convocati. È uno stile di relazioni a cui non sono abituato: lavoro con tante squadre nel mondo, con le quali è normale incontrarsi e parlarsi direttamente. Solo a giugno ci è stata recapitata per email una proposta informale di rinnovo: ma mentre sulla stampa il presidente Lotito, quando parla della sua cessione, valuta Keita come un top player, il compenso proposto per il rinnovo contrattuale è quello di un giocatore come tanti. C’è qualcosa che non quadra“.

L’agente, poi, conferma che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata convocazione per la sfida di Supercoppa italiana: “Keita aveva detto al presidente e a Inzaghi che a prescindere dalla vicenda contrattuale avrebbe dato il 100% per la Lazio fino alla scadenza, come è giusto che sia. Per tutta risposta, non è stato neppure convocato per la prima partita importante della stagione, la finale di Supercoppa. Non è stato lasciato in panchina per scelta tattica dell’allenatore in quella partita, come può accadere: non è stato proprio convocato, il che è un segnale molto brutto per un giocatore che ha fatto quel che ha fatto per la Lazio e che, nonostante tutto, si era fatto trovare perfettamente pronto per quella partita. Il ragazzo ci è rimasto molto male e ora la società ne paga le conseguenze“.

L’agente manda poi un messaggio chiaro al club biancoceleste: “La Lazio, evidentemente, ha intenzione di seguire una sua strategia: si sappia, però, che Keita non farà mai qualcosa contro la propria volontà. Nessuna forma di pressione sarà tollerata e ci attiveremo presso le autorità competenti in caso di commissione di illeciti da parte della Lazio: non si può pensare che un giocatore accetti rinnovi o cessioni contro la sua volontà. La società, ovviamente, ha diritto di comportarsi come crede, finché rimane nell’ambito della legge, anche oltrepassando, se lo ritiene opportuno, le regole del bon ton e della buona educazione. Ma dovrà assumersene le conseguenze“.

Infine, un’ultima battuta sulle possibili destinazioni del giocatore, che è stato accostato a Juventus, Inter e Milan: “Ad oggi la società non ci ha convocato né ci ha contattato per notificarci le fantomatiche offerte. L’unico interessamento del quale siamo a conoscenza è quello del Milan. Lotito ci ha comunicato di avere un accordo in piedi con questa società. Ci risulta l’interessamento della Juventus, la Lazio però non ci ha comunicato nulla. L’impressione è che la Lazio pretenda la luna per un giocatore che tra pochi mesi sarà libero di firmare per chi vuole. Se continua a tirare troppo la corda, questa si spezzerà e dovrà spiegare ai tifosi e al mercato come ha potuto perdere a zero un talento come Keita“.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)