Leonel Alvarez

Il Sudamerica ci ha spesso regalato storie sorprendenti. Giocatori che commettono assolute follie dentro e fuori dal campo, repentini cambi d’allenatore, dimissioni inattese per ”lesa maestà” dopo una bruciante sconfitta e quant’altro. Possiamo dire di esserci abituati a un’ampia casistica di situazioni da trattare, ma ogni volta ci si ritrova a dire ”questa mi mancava”. È un continente che interpreta il calcio in maniera differente dalla nostra, quello sudamericano, una maniera viscerale e ”umorale”, nel quale può succedere di tutto. Anche che un allenatore venga esonerato senza motivi apparenti dopo aver vinto e convinto nel debutto in Copa Libertadores. È successo nella giornata di ieri, quando la Libertad ha annunciato di essersi ”liberata” del tecnico Leonel Alvarez senza spiegare i veri motivi dell’esonero e del fulmine a ciel sereno: a quel punto sono iniziate tutta una serie di accuse, voci e sospetti. Ma cos’è successo davvero? Proviamo a fare chiarezza in questo assurdo caso.

LICENZIATO PER ”GIUSTA CAUSA”, MA SENZA SVELARE I MOTIVI: L’ASSURDO CASO DI LEONEL ALVAREZ

Leonel Alvarez, tecnico colombiano di 53 anni, aveva ottenuto grandi risultati con la Libertad: il tecnico colombiano, ex tra le altre del Cerro Porteño e famoso per il suo carattere ”fumantino”, aveva qualificato il Gumarelo alla fase a gironi della Copa Libertadores dopo una grande campagna nei preliminari. Il Club Libertad aveva eliminato autorevolmente lo Strongest, battendo poi ai rigori l’Atletico Nacional nel match decisivo e approdando ai gironi della Copa Libertadores 2019: il debutto nella fase a gruppi era stato esaltante, con una gara dominata e un roboante 4-1 rifilato all’Universidad Catolica nella sfida disputata nella notte tra martedì e mercoledì. Si può dire che la Libertad sia stata la squadra che ha più impressionato nella prima giornata della Libertadores, e sia diventata subito una candidata a sorprendere e andare avanti nella competizione: d’altronde, la rosa è di altissimo livello, con la stella nascente di Adrian Martinez a brillare al fianco del Tacuara Cardozo, una mediana di lotta e governo, due esterni tecnici come Bareiro e Rivero, una buona difesa e un grande portiere come Martin Silva. Qualità ed esperienza sotto la guida di un ottimo tecnico, che però è stato esonerato a poche ore dal grande successo. È accaduto tutto all’improvviso, come nei migliori film gialli. Nel pomeriggio di ieri la Libertad ha fissato una conferenza stampa, nella quale ha parlato solo l’avvocato del club per spiegare i motivi dell’allontanamento di Leonel Alvarez.

Una conferenza che è stata a dir poco ambivalente: perchè da un lato l’avv. Gerardo Acosta ha parlato di ”interruzione del contratto per giusta causa, a causa di alcune clausole contrattuali non rispettate e di problemi nella gestione delle relazioni con la dirigenza, che ha potere d’intervento sulla rosa e sulla gestione della squadra”, dall’altra però ha detto che il contratto è stato interrotto perchè ‘alcune azioni di Alvarez ledevano l’onorabilità e la reputazione dei giocatori e di alcuni membri del club”. Insomma, si è creata una situazione in cui i media hanno potuto sguazzare, creando quei gossip che abitano il continente sudamericano da sempre. Sono uscite le voci più disparate, e quella che aveva maggior fondamento parlava di una frattura tra tecnico e spogliatoio, dovuta al fatto che Leonel Alvarez avesse avuto una relazione con la moglie di uno dei senatori della squadra: l’indiziato era il Pajaro Edgar Benitez, che tra l’altro aveva avuto un minor minutaggio con Alvarez. La voce ha riempito i programmi delle televisioni paraguaiane per ore, salvo poi essere sgonfiata da due fattori: la smentita ufficiale della moglie del Pajaro, la signora Patty Gonzalez, e gli abbracci commossi dei giocatori a Leonel Alvarez fuori dal centro tecnico della Libertad. Perchè a Leonel Alvarez e al suo staff, ieri, non è stato neppure concesso di entrare a raccogliere i propri effetti personali, come se fossero criminali e non ex dipendenti.

Ma cos’è successo dunque? Il problema ”reale” risiede nei rapporti con alcuni membri della dirigenza, nella fattispecie l’ex presidente e attuale dirigente del club Horacio Cartes: Cartes è un elemento molto ”interventista”, e più volte aveva criticato le scelte di formazione e l’idea calcistica di Leonel Alvarez. I due hanno discusso varie volte, e sono quasi venuti alle mani: rapporto nullo, e così nel giro di poche settimane Horacio Cartes ha rivoltato il resto del board dirigenziale contro il tecnico, creando le condizioni per l’esonero per giusta causa tramite una scappatoia legale. Leonel Alvarez ha additato a mezzo stampa lo stesso Cartes, muovendo accuse pesanti:Sono stato cacciato per colpa di quel farabutto dell’ex presidente, venditore di fumo e gazzose. Cartes è un uomo superbo e incapace. Una volta ha perso le chiavi di casa e, in tutta risposta, ha comprato un’altra casa più costosa. Più volte ha cercato di colpire me e il mio staff col suo vecchio bastone da passeggio”. E dunque, nonostante le fantasiose e suggestive voci, l’esonero sembra dovuto al cattivo rapporto con l’ex presidente. Ma esonerare un tecnico vincente resta una mossa folle azzardata.

LIBERTAD, CHAMOT SOSTITUISCE LEONEL ALVAREZ: RACCOGLIERÀ UNA SFIDA ARDUA

La sostituzione di Leonel Alvarez, a maggior ragione a poche ore da una vittoria per 4-1, desta perplessità, visti anche i numeri del tecnico colombiano: sotto la sua guida la Libertad ha vinto 8 gare su 16 in campionato (4 pareggi e 4 ko) e 3 gare su cinque in Libertadores (3 V, 1 P, 1 S). In totale, parliamo di 23 match giocati e 13 vittorie, con 5 pareggi e 5 sconfitte. Uno score di alto profilo, ”sporcato” solo in parte dall’ottavo posto (10pti in 7 gare) nell’attuale campionato paraguaiano: d’altronde la Libertad ha spesso schierato le riserve nei primi match del 2019, per puntare tutto su una qualificazione in Libertadores che ha portato parecchi milioni in cassa, e ha due gare in meno rispetto alla concorrenza. L’eredità che dovrà raccogliere il successore di Leonel Alvarez sarà dunque gravosa, visto che la squadra è forte e tutti si aspettano che raggiunga gli ottavi della Libertadores e provi a vincerla: inizialmente sembrava che il sostituto dovesse essere Ramon Diaz, poi è arrivata l’ufficialità dell’ingaggio di Josè Chamot, che verrà presentato oggi. Chamot, 49 anni e alla prima vera esperienza da tecnico dopo qualche match da traghettatore del Rosario Central nel 2018 (con Kily Gonzalez vice), dovrà dunque rispettare le aspettative e guadagnarsi il rispetto di uno spogliatoio che ha assistito all’inspiegabile esonero di un tecnico vincente. Si troverà a gestire uno spogliatoio pieno di talento e personalità forti, e ogni suo passo sarà ”pericoloso”: se cambierà qualcosa nella formazione o nella tattica e non otterrà risultati, i giocatori lo ”abbandoneranno”, se invece manterrà tutto così com’è e seguirà la linea di Leonel Alvarez, potrebbe perdere il favore di Horacio Cartes. Non avrà un compito facile, ma d’altronde parliamo di un ex giocatore esperto, che ha avuto grandi maestri (e ha conseguito il patentino in Italia, svolgendo il corso insieme a Pirlo, Thiago Motta e Batistuta) e proverà a gestire al meglio una squadra forte e dalle altissime qualità individuali. Vivrà un autentico battesimo di fuoco: la gara del fine settimana contro lo Sportivo Luqueño è decisiva per risalire in classifica nel campionato, mentre mercoledì all’1.30 dovrà affrontare il Gremio. Chamot non potrà sbagliare e dovrà conquistare subito giocatori e tifosi.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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