Totti mette a segno una doppietta e salva la Roma da una sconfitta nel derby

Il derby di Roma è tra le stracittadine più calde al mondo. Il bello della rivalità tra Roma e Lazio è che questa si estende ben oltre il campo di gioco, arrivando ad influenzare anche la vita quotidiana dei tifosi.

In particolare, i calciofili nati all’ombra del Cupolone vivono questo dualismo in maniera molto accesa.

Basta semplicemente passeggiare per le vie della Capitale per imbattersi in murales, scritte goliardiche e sfottò vari, dal tono più o meno offensivo.

Insomma, si può distintamente affermare che il derby non finisce quando arbitro fischia (semi-cit.). Anzi, forse è proprio lì che comincia davvero.

Alla luce di tutto ciò, figuriamoci cosa possa significare questa partita per un romano che si ritrova a giocarla. Da capitano, per di più. Magari con la maglia numero 10…

Si avverte una certa pressione, eh? Beh, questa è più o meno la sensazione che potrebbe aver provato un certo Francesco Totti, in un derby giocato l’11 gennaio 2015.

La sua Roma si trova in svantaggio di due reti a fine primo tempo. Il vento sembra tirare a favore dei biancocelesti, fin quando quel ragazzo di Porta Metronia non si ricorda da dove viene e decide di salire in cattedra.

Sono proprio suoi, infatti, i due gol che permettono ai giallorossi di riagguantare il risultato, l’ultimo dei quali in mezza rovesciata.

Quello che passerà alla storia, però, non sarà tanto il magnifico gesto tecnico, quanto l’esultanza conseguente.

Siglato il 2-2, Er Pupone salta i cartelloni pubblicitari e si dirige sotto la Curva Sud. Il capitano saluta la sua gente e – udite udite – pensa bene di immortalare il momento con un selfie.

Un gesto goliardico, appunto, da vero romano in clima derby. Un bell’autoscatto per ricordarsi (e ricordarci) che certi momenti vanno prima vissuti e solo poi fotografati.

A cura di Samuel Giuliani (9Giuliani)