IL CUCCHIAIO

Il “Cucchiaio“,  pallonetto lento e centrale realizzato colpendo il pallone nella sua parte inferiore con il collo del piede

I nostri primi ricordi associati al “Cucchiaio” ci riconducono a quella pazzesca semifinale di Euro 2000, con l’Italia, in inferiorità numerica per gran parte del match a causa dell’espulsione di Gianluca Zambrotta, che riesce a trascinare ai rigori i padroni di casa dell’Olanda.

Il terzo calcio di rigore degli azzurri tocca a Francesco Totti, che prima di avvicinarsi al dischetto sussurra al compagno Di Biagio: “A Gi’, quanto è grosso Van der Sar. Pensa se rimane fermo in piedi mentre je faccio er cucchiaio che figura de merda faccio”. Niente di tutto ciò accade: il pallonetto di Totti finisce in rete e nella leggenda del calcio.

LE ORIGINI

Ma il “Cucchiaio” nasce da molto più lontano, in un tempo in cui non tutte le tv possono trasmettere le partite a colori.

È il 20 giugno 1976, il giorno della finale dell’Europeo. A contendersi il trofeo la solita Germania Ovest, quella di Maier, Vogts, Beckembauer, Hoeness e Dieter Mueller (da non confondere con il più celebre Gerd) e la Cecoslovacchia, vera sorpresa del torneo, composta esclusivamente da giocatori militanti nel (povero) campionato nazionale. Quello di Belgrado è un match storico: per la prima volta, un incontro internazionale si decide ai calci di rigore. Entrambe le squadre realizzano i primi tre rigori, la Cecoslovacchia segna il quarto, poi tocca a Uli Hoeness che manda il pallone oltre la traversa.

Per il quarto penalty cecoslovacco, si presenta sul dischetto Antonin Panenka, 28 anni, centrocampista del Bohemians Praga. Panenka prende una rincorsa lunga ed energica, ma, giunto sul pallone, si ferma di colpo. Maier si è già tuffato di lato e non può far altro che guardare il morbidissimo pallonetto dell’avversario che si deposita in rete: la Cecoslovacchia è campione d’Europa per la prima e unica volta nella sua storia e Panenka ha appena inventato un nuovo modo di tirare un calcio rigore, riportato in auge 24 anni dopo da un ragazzo di Roma con la 10 sulle spalle, nato, per caso o per destino, proprio nel 1976.

A cura di @BlackWhiteFlint