La storia

Il 18 novembre 2009, allo Stade de France, va in scena la partita di ritorno valida per l’accesso al Mondiale sudafricano del 2010. A contendersi la posta in palio, ci sono la Francia e l’Irlanda.

La partita di andata ha visto i vice-campioni in carica avere la meglio per 1-0. Il punteggio, comunque, non permette ai transalpini di stare tranquilli, pertanto ci si aspetta una gara combattuta anche al ritorno.

Di fatto, è proprio quello che si verifica. La squadra di Giovanni Trapattoni scende in campo con la testa libera e la consapevolezza di non avere nulla da dimostrare, mentre i francesi temono di poter fare una brutta figura in patria.

Così, sulla falsa riga di quanto descritto, sono proprio i verdi a portarsi avanti, con il gol di Keane, che di piattone trafigge Lloris.

A questo punto, i padroni di casa iniziano a spaventarsi davvero, tanto che non riescono a reagire. Anzi, è ancora l’Irlanda a fare gioco e a creare occasioni per il secondo goal.

Chiusi i minuti regolamentari sullo 0-1, gli uomini del Trap iniziano a crederci per davvero, finché non si verifica un episodio: da una punizione poco oltre il cerchio di centrocampo, giunge un pallone nell’area irlandese. In mezzo alla mischia, non si sa come, la sfera schizza sulla testa di Gallas, che insacca per l’1-1.

A far discutere, però, non sarà la rete del francese, bensì l’assist fornitogli da Henry. Eh sì, perché vedendo bene i replay, si nota che Titì si aggiusta – non una, ma ben due volte – la palla con la mano, prima di recapitarla al compagno.

Inutile specificare che le proteste degli avversari saranno accesissime, ma non sortiranno alcun effetto. E dunque, alla luce del risultato finale (1-1), la vicenda assumerà i connotati di una vera e propria beffa per gli irlandesi.

Al Mondiale, quindi, va la Francia, ma il dossier di quell’episodio forse non verrà mai chiuso definitivamente.

A cura di Samuel Giuliani