Una famosa canzone di Francesco De Gregori recita: “Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”.

Coraggio, altruismo e fantasia non sono mai mancati a Roberto Baggio, che si presenta al Mondiale a stelle e strisce del 1994 da star assoluta del calcio internazionale. Come accaduto quattro anni prima, il Divin Codino trascina la nazionale azzurra turno dopo turno, partita dopo partita: segna a due minuti dalla fine il gol che regala all’Italia il passaggio del turno nell’ottavo di finale contro la Nigeria (1-1); segna il gol della sicurezza contro la Spagna (2-1) e ci porta in semifinale, dove ad attendere gli azzurri c’è la Bulgaria più forte di sempre, quella di Hristo Stoichkov.

La partita con la Bulgaria è il manifesto della classe sopraffina di Baggio: al 21′ vince un contrasto con Iankov, salta Hubchev e lascia partire un delizioso destro a giro che si infila all’angolino. Quattro minuti più tardi, il Divin Codino controlla alla perfezione un lancio di Albertini e con un diagonale chirurgico supera ancora Mikhailov. Il penalty di Stoichkov non impedirà all’Italia di conquistare la finale. Tuttavia, quando la partita sta ormai per concludersi, Baggio si infortuna: un guaio muscolare che lo limiterà non poco.

 

Il rigore maledetto

Il 17 luglio 1994, nel caldo torrido di Pasadena, a contendere la Coppa del Mondo all’Italia c’è il Brasile. Inutile girarci intorno: è un Brasile mediocre, con una stella (Romario) e tanti onesti mestieranti. Ciò nonostante l’Italia, con un Baggio acciaccato e con tanto acido lattico in corpo, non riesce ad avere la meglio dei verdeoro. Si arriva così ai calci di rigore. Il primo azzurro sul dischetto è Franco Baresi, divorato dai crampi e reduce da un recentissimo intervento chirurgico al ginocchio. Baresi sbaglia, ma fallisce anche Marcio Santos. Segnano in successione Albertini, Romario, Evani e Branco. Poi Massaro si fa parare il tiro da Taffarel e Dunga porta in vantaggio i sudamericani.

Il quinto e decisivo calcio di rigore spetta proprio a lui, a Roberto Baggio: il destino dell’Italia passa ancora una volta dai suoi piedi. In carriera ne ha battuti tanti, è uno specialista. Ma si sa, in una finale del Mondiale il pallone pesa una tonnellata e la porta pare una feritoia. Baggio prende una rincorsa lunga, si fionda sul pallone e…

Finisce male, anzi malissimo: il pallone vola alto sopra la traversa, e con lui i sogni di gloria di milioni di italiani. Baggio rimane lì immobile, china il capo e guarda in basso, consapevole di aver condannato l’Italia ad una bruciante sconfitta, mentre i brasiliani festeggiano tutt’intorno un risultato insperato.

A cura di @BlackWhiteFlint