Nell’estate 2003 il Manchester United perde due delle colonne portanti della squadra: David Beckham, ceduto al Real Madrid dei Galacticos dopo i dissidi con Sir Alex Ferguson, e Juan Sebastian Veron, passato ai rivali del Chelsea.

La reazione sul mercato dei Red Devils non si fa attendere e il 13 agosto viene annunciato un doppio colpo: Kleberson e… Cristiano Ronaldo.

ALTRO CHE VERON…

Kleberson, centrocampista offensivo di 24 anni, campione del mondo nel 2002, viene acquistato dall’Atletico Paranaense in cambio di 10 milioni di euro e firma un contratto di cinque anni. L’avventura inglese del primo brasiliano a vestire la casacca dei Red Devils si rivelerà un autentico disastro: per lui solo 20 presenze non memorabili in due stagioni, prima di essere spedito in Turchia, al Besiktas.

CR7

Discorso diverso per un giovanotto portoghese che arriva all’Old Trafford a soli 18 anni, da perfetto sconosciuto, ma che sarà destinato a fare le fortune del Manchester United prima, del Real Madrid poi e chissà, forse anche della Juventus.

La storia del giovane Cristiano cambia in maniera decisiva la sera del 6 agosto 2003. Quel giorno infatti si gioca un’amichevole tra Sporting Lisbona (club di Ronaldo) e lo United organizzata per inaugurare il nuovo stadio Alvalade. L’amichevole finisce 3-1 per i portoghesi. Per Cristiano Ronaldo due assist e un’infinità di dribbling, scatti, accelerazioni, doppi passi, elastici, giocate da funambolo. Nessuno riesce a fermare quel ragazzino terribile, soprattutto John O’Shea, che ad un certo punto chiede di essere sostituito. Roy Keane e Rio Ferninand descriveranno così le condizioni del compagno nello spogliatoio:

John era spompato, sembrava avesse bisogno di una bombola d’ossigeno. All’intervallo disse al nostro medico che gli girava la testa, che non si sentiva troppo bene.

Ferguson ne resta letteralmente stregato e fa subito chiamare l’ad dello United, Peter Kenyon: il ragazzo va preso a tutti i costi. E appena una settimana dopo Cristiano Ronaldo viene presentato al “Teatro dei Sogni“, con la responsabilità  dover indossare la maglia più prestigiosa, quel numero 7 che era stato di George Best, Steve Coppell, Bryan Robson, Eric Cantona e David Beckham.

Il resto della storia lo conoscete già.

A cura di @BlackWhiteFlint