La nazionale carioca non riesce a replicare il successo del ’94. Sulla partita, però, aleggia ancora un velo di mistero…

Il 12 luglio del 1998, lo Stade de France di Parigi è teatro della finale del Mondiale. A contendersi il titolo, sono proprio i francesi, padroni di casa, contro i campionissimi in carica del Brasile.

Nel corso della partita, la Francia fa scempio dei verdeoro, segnando tre gol e dominando la gara. Uomo-partita, con una doppietta, un particolarmente ispirato Zidane. Fino a quel momento, tuttavia, il francese non aveva offerto chissà quali prestazioni.

Uno che invece si era fatto notare (per usare un eufemismo) è un tale Luís Nazário de Lima, conosciuto al grande pubblico col nome di Ronaldo. È stato proprio O Fenomeno, infatti, a trascinare la sua nazionale fino a quel punto. In finale, però, il tanto atteso numero 9 non scende in campo. O meglio: sulle distinte c’è scritto il suo nome e sul prato verde c’è un ragazzo che gioca con la sua maglietta, ma quello non è Ronaldo. Non può essere Ronaldo.

Facciamo un passo indietro…

Inghilterra, Circuito di Silverstone. Gran premio di Gran Bretagna ’98. Una corsa avvincente vede Michael Schumacher trionfare con la sua Ferrari sulla McLaren di Mika Häkkinen. Spettatore interessato di quell’uggioso pomeriggio inglese è Ronaldo, che assiste alla gara di Formula 1 direttamente dalla tv della camera nell’albergo in cui alloggia la Seleçao. È proprio in quel momento che il brasiliano accusa un malore. In preda alle convulsioni, viene soccorso dai medici e trasportato in ospedale. Tutto questo a pochissime ore dalla partita. Dimesso proprio in serata, Ronaldo viene comunque inserito nella formazione iniziale da Zagallo. Il Fenomeno, però, è lo spettro di sé stesso, tanto che sbaglia i pochissimi palloni che tocca.

Le cause:

In seguito, le cause del malore verranno attribuite ad una posizione scorretta, assunta dal brasiliano mentre guardava la gara in tv. Altri, poi, parleranno di infiltrazioni particolari al ginocchio del giocatore, che gli avrebbero causato reazione allergica e dunque convulsioni. Sta di fatto che il vero Ronaldo non è sceso in campo in quella finale.

Nessuno può dire come sarebbe finita quella partita contro la Francia con la presenza (attiva) del numero 9, ma non si può tornare indietro. Il brasiliano darà prova di saper fare la differenza già al Mondiale successivo, nel 2002, quando porterà il Brasile al trionfo.

Rimane però il mistero di quel pomeriggio a Parigi, sul quale probabilmente non è mai stata fatta la dovuta chiarezza.

A cura di Samuel Giuliani (9Giuliani)