È tornato a parlare in tv l’AD della Juventus Beppe Marotta. Invitato alla trasmissione “Calciomercato-L’Originale”, nella serata di ieri, a SkySport, il dirigente bianconero è intervenuto su diversi temi, dalla Juventus, al mercato internazionale, fino alla situazione della FIGC e ha regalato anche qualche piccola notizia.

RINNOVI- In casa Juventus la questione rinnovi tiene banco,  Alex Sandro, Barzagli, Asamoah, ma soprattutto Marotta e Paratici, i due uomini forti del mercato bianconero andranno in scadenza a giugno, ma non c’è preoccupazione: “Non credo che questo sia un problema. Sono legato da un rapporto a tempo determinato ma credo che il contratto sia un aspetto complementare, quello che conta è quello che crei con la società, in questo caso con il presidente il rapporto è ottimo e splendido e credo che si potrà continuare finché lo riterrà opportuno lui”.

QUESTIONE DI QUALITÀ- L’AD è poi intervenuto sulle strategie bianconere sul mercato, e ha sottolineato che per acquisire qualità tecniche importanti il discorso economico viene, quando possibile, in secondo piano. L’esempio è Dybala: “Diciamo che io e Paratici siamo stati tempestivi nel chiudere la trattativa nel centro direzionale di Zamparini, e quando forse Milan e Inter tergiversavano, abbiamo chiuso l’operazione centrando l’obiettivo, perché alla fine non è il milione più o il milione in meno ma l’importante è centrare l’obiettivo quindi la qualità del giocatore, perché quando poi il calciatore risulta essere tra virgolette “scarso”, non risponde alle aspettative, non è avendo speso due milioni in meno che hai risolto il problema”.

DYBALA- Sulla Joya Marotta ha aggiunto parole importanti, che rassicurano i tifosi bianconeri: “Siamo arrivati prima di altri a chiudere questa operazione e non abbiamo valutato tanto se spendere 2 o 3 milioni in più, l’importante era portarlo a casa. Ci siamo riusciti e da quel momento è partita l’operazione di questa che è una risorsa importante per noi, abbiamo puntato tanto su di lui, lui ha dato risposte importanti e straordinarie. Lui è giovane, bisogna avere la pazienza di aspettarlo, ci ha abituato a far diventare l’ordinario straordinario e quindi quando torna ad avere delle prestazioni di ordinarietà chiaramente risulta insufficiente. Bisogna avere la capacità di attenderlo, non ha ancora 25 anni, credo che per il futuro ci potrà regalare tante emozioni. Senza dubbio rimarrà alla Juventus, e ci tengo a sottolinearlo. Noi vendiamo solo quando è il calciatore a chiedere di essere ceduto”.

IL PASSATO- Stuzzicato dal giornalista di SkySport, Gianluca Di Marzio, l’AD ha risposto riguardo a due storie clamorose di calciomercato di questi ultimi 6 anni, in cui la Juventus sotto la sua guida ha messo a segno colpi anche clamorosi, ma a volte ci è andata solo vicina. Come quelle due volte in cui lui e Fabio Paratici furono vicini a Luis Suarez (prima ai tempi dell’Ajax, poi l’estate prima della definitiva esplosione del Pistolero al Liverpool): “Credo che quando si svolge questa attività bisogna essere ambiziosi, anche se alcuni obiettivi non si raggiungono. Noi abbiamo tentato di fare questi colpi negli anni passati ma non sono andati a buon fine per diversi motivi. L’altro famosissimo aneddoto è quello dello scambio con l’Inter Guarin-Vucinic: “Tutto vero, Vucinic aveva già raggiunto Milano, la cosa era ormai formalmente definita, poi l’Inter ci ripensò, il direttore generale era Marco Fassone e ci ripensò e non se ne fece nulla. Guarin venne addirittura negli uffici.

OGGI- Per quanto riguarda il mercato di oggi, con la Juventus ferma per l’immediato, gli obiettivi sono quelli di giugno. Uno di questi è Emre Can, centrocampista del Liverpool, in scadenza. Marotta ha ammesso la trattativa senza sbilanciarsi sull’esito: “Oggi sappiamo che Emre Can è un giocatore in svincolo quindi il regolamento ci consente di avere rapporti con lui. Questo è un percorso che abbiamo intrapreso ma la concorrenza è tanta e non sappiamo se lui voglia rinnovare col Liverpool. Di sicuro è un ottimo giocatore, è un’ottima opportunità e faremo di tutto per sfruttarla. Bisogna anche rispettare la volontà del giocatore che attualmente è del Liverpool, noi usiamo i nostri strumenti rispettando il Liverpool, il calciatore e le norme. Intensificheremo i contatti con loro”.

CENTROCAMPO- Con il tedesco del Liverpool in entrata, si inizia a discutere delle gerarchie, che oggi vedono nella mediana bianconera Claudio Marchisio in secondo piano nelle scelte di Mister Allegri: Giocatore importante, ha avuto un infortunio serio, dobbiamo allestire una rosa composta non da 12 giocatore quindi è normale che vogliamo creare una forte continuità che è sempre stato il nostro forte. Credo che sia Marchisio che Emre Can stiano bene in un centrocampo della Juve.

I PREZZI STELLARI E I SOGNI- L’AD della Juventus ha dato un suo parere su una questione d’attualità del mercato, la crescita dei prezzi dei calciatori: “Fenomeno che va di pari passo con l’incremento dei ricavi. Gli introiti stanno aumentando e questo ha effetto sul calciomercato”. Fenomeno che influisce anche sulla possibilità di concretizzare i sogni dei tifosi. Cristiano Ronaldo in rotta col Real Madrid, è un sogno dei tifosi juventini, ma impossibile pensare di concretizzarlo: “I sogni non costano niente. Comprarlo invece costa. Il termine più giusto è “suggestivo”. Al momento è impossibile che la Juventus possa chiudere un’operazione. Il rischio di impresa è notevole, tutti vorrebbero Cristiano Ronaldo in squadra ma bisogna confrontarsi con la realtà e per il calcio italiano è impossibile.

FIGC- Inevitabile un parere anche su una delle questioni più spinose del momento. L’elezione del Presidente Federale e i nomi per il futuro della FIGC: “Di Federcalcio dovrei stare qui a parlare per ore. Si è detto tanto in queste settimane, una cosa che in pochi hanno sottolineato: negli ultimi trent’anni si sono dimessi due presidenti federali, Abete e Tavecchio. Perché si sono dimessi? Perché non è stato centrato l’obiettivo calcistico. E quindi bisogna assolutamente riportare al centro della questione il pallone, bisogna capire che la Nazionale rappresenta un patrimonio dell’intera Italia, incrementare questa valenza, al di là di quella che è una sana organizzazione, una sana politica in questo mondo”. Come risolvere questo problema? “Scegliendo i profili migliori. Voi avete indicato Buffon e Buffon può rappresentare questa nuova realtà che è determinante al fine di creare un dipartimento che secondo me verrebbe denominato ‘Club Italia’, che deve avere una sua autonomia rispetto alla figura istituzionale della Federazione, che sia composta da una struttura di grandi competenze calcistiche come se fosse un club, e quindi all’interno abbia una rappresentazione forte di coloro che hanno scritto la storia. Gianluigi Buffon è un’icona del calcio e quindi credo che quando smetterà possa rappresentare questo sport”.

Ha poi esposto la posizione della Juventus in merito al voto del 29 gennaio: “Siamo davanti a uno scenario dove il dibattito è una caratteristica importante, abbiamo tempo da qui al 29 e quindi ci confronteremo al nostro interno cercando di evitare polemiche sterili e di trovare un comune denominatore che ci possa portare a una scelta importante”.

TRA NOTIZIA E CURIOSITÀ- Infine una notizia, che in chiusura di trasmissione, Marotta ha regalato allo studio e ai tifosi alla visione. Incalzato sul luogo in cui la Juve avrebbe chiuso l’operazione Han Kwang Song (talento nordcoreano di proprietà del Cagliari), magari lo stesso in cui ha sbloccato l’affare Douglas Costa, ha aperto all’arrivo del giovane attaccante: “Chiuderemo la trattativa a Palazzo Parigi? Sì, cercheremo di accontentarvi.

 

Stefano Utzeri (utzi_26)