Arsenal, buona la prima, ma che difesa! E intanto Sanchez…

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Arsenal-Leicester è stata la partita inaugurale della Premier League 2017/2018: un risultato sorprendente (4-3 per i Gunners) che ribalta i pronostici dello scorso anno, dove il club neocampione d’Inghilterra, che doveva difendere il titolo, si era dimostrata la bestia nera dell’Arsenal di Wenger. A fermare Vardy e le Foxes solo i gol di Ramsey e Giroud dalla panchina, negli ultimi 10 min di gara. Tuttavia, il risultato mette in evidenza due aspetti: la buona prestazione ed impatto dei nuovi, Lacazette su tutti, che in 90 secondi timbra il cartellino in Inghilterra, ma anche la pessima gestione della difesa da parte di Wenger, se si può parlare di difesa. A partire dal modulo, 3-4-1-2, con una squadra sbilanciata che lascia nel reparto arretrato Holding-Monreal-Kolasinac, tutto tranne che difensori compatti e preparati per una “difesa a 3”, con Kolasinac decisamente fuori ruolo, la squadra non ha convinto sotto l’aspetto del gioco. Siamo solo all’inizio, vero, ma per puntare al titolo bisogna avere un attegiamento diverso. Tuttavia, i riflettori della gara sono stati puntati spesso su Alexis Sanchez. In tribuna, con la moglie a seguire il match, a causa di un infortunio addominale. Il giocatore vuole andarsene dall’Arsenal, da Londra e dall’Inghilterra, come ribadito spesso negli ultimi mesi. Non sembrerebbe una questione di soldi, ma proprio una necessità impellente di cambiare aria. I Gunners offrirebbero, per la permanenza del cileno, ben 300.000 sterline alla settimana e 250.000 al compagno insofferente, Ozil. Entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2018 e il calciomercato sta entrando nelle ore decisive. Tra mal di pancia e allenamenti saltati, il dopo Neymar ha aperto una voragine calcistica immensa, colmabile solo con l’ordine esatto di tutte le pedine in gioco. Chissà se Sanchez è destinato a subire l’effetto domino causato dalla cessione del brasiliano. Fatto sta che i mal di pancia, di solito, non sono un buon segnale.

a cura di Matteo Tombolini (@MatteoTomb)

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