Ho sempre cercato di divertirmi in campo” dice Alli. Cresciuto giocando a calcio per strada, dove il tunnel è sacro. “Tutti cercavano di farli, io in primis. E non ho mai voluto smettere. Voglio esprimere me stesso in campo e cerco di farlo così, con la spensieratezza che esprimevo quando giocavo sotto casa mia e la porta era fatta da un garage“. Quando prende il pallone tra i piedi diventa un mago, tunnel su tunnel, dribbling stretti e passaggi sopraffini. È questo Dele Alli, giovane centrocampista che oggi dirige l’orchestra del White Hart Lane. Bamidele Alli nasce (calcisticamente e non) in strada. La mamma alcolista, il padre lo abbandona scappando in Texas e, se non fosse stato per quella magica sfera oggi la giovane stella della nazionale inglese, probabilmente sarebbe in qualche carcere del Regno Unito. Merito suo e della famiglia Hickford, genitori adottivi quando la madre andò in clinica per risolvere i problemi con l’alcool. Di Alli c’è poco. Il papà, d’altronde, non c’è mai stato. Sparito. Come spartito, da questa stagione, il suo cognome sulla maglia. “Non è stata una scelta facile. Ci ho pensato molto, e ho deciso che quel cognome non mi rappresenta, perché portarlo sulle spalle?“. Tipo niente male il ragazzo. Personalità? Da vendere. Paura? Nessuna. Chi nasce in strada, specialmente in certo quartieri, frequenta baby gang e la violenza è all’ordine del giorno. Ma lui no. Dele trafigge si, ma con passaggi filtranti, non con il coltello. Spara, missili, ma con il suo piede destro sotto l’incrocio. “Le bombe delle sei non fanno male” canta Venditti riferendosi al celeberrimo cannone sul Gianicolo di Roma. Ecco, le sue di bombe, in qualche modo fanno male, ma solo ed esclusivamente sul campo. Alli con quel suo piede magico viene visto come il nuovo Gerrard, il suo idolo che per giunta a volte indossa anche le sue stesse scarpe. Cresce e diventa grande, senza però accontentarsi mai. Firma per il Tottenham di Pochettino, e sogna di giocare con il Barça, lo ripete sempre, “Devo dare ancora tanto, non sono arrivato“. Alli è quel calciatore che ti fa innamorare ancor prima che lo vedi giocare, come ti innamori di quella pennellata nella scorsa giornata di Premier League con Pochettino che fa: “In questo momento Alli non può avere un prezzo“. Dele dipinge arcobaleni, si diverte e ci fa divertire quando nel ritiro della nazionale sputa il chewimg gum lo palleggia con il ginocchio lo lancia in aria e lo riprende in bocca. Alli è questo: freschezza mixata a genio, talento. Se Dele è messo sotto pressione gioca meglio, lo dichiara egli stesso e allora prima di darti gli auguri ti auguriamo un calcio di rigore al novantesimo in finale di Champions League. Auguri Maestro, perché da due anni a questa parte l’orchestra Spurs, è ai tuoi ordini.

Da Dele Alli ad Alli, e basta. Quello che è diventato, d’altronde, è solo merito suo.

Onorio Ferraro