Milinkocrazia, la chiamano. È la legge del più forte, del più grande…è la legge di Sergej Milinkovic Savic. Nome lungo, quasi uno scioglilingua. Cognome della mamma e del papà, come le istituzioni volevano. E dietro la maglia? Sergej basta e avanza, e poi così “non faccio un dispetto a nessuno” disse sorridendo il giorno della presentazione. Sorrisi, finalmente. Perché la sua esperienza italiana non era cominciata proprio sotto i migliori auspici. Lazio e Fiorentina lo vogliono, fortemente. Nell’estate del 2015 è una delle querelle più chiacchierate. Lazio avanti, poi Pradè accelera e sembra avercela fatta. Sembra. Perché Sergej va in sede della viola, e lì, in quel momento, cosa succede non si sa. C’è chi parla di lacrime, chi di pressioni esterne e chi, con animo romantico, parla della fidanzata innamorata della storia romana più che dei quadri degli Uffizi. Fatto sta che Tare torna in vantaggio e lo ingaggia per cinque anni, a dieci milioni di euro. Un investimento importante. Redditizio? Si vedrà. Di certo ora Milinkovic sta crescendo, detta la sua legge universale. Mezz’ala, seconda punta, trequartista, ovunque. Dovunque gioca domina, è una costante della stagione della Lazio. E pensare che con l’arrivo della di Inzaghi lo scorso anno aveva salutato definitivamente una maglia da titolare. E invece Simoncino lo ha plasmato a “giocatore a tutto tondo” ed ora se lo coccola. Incensando le sue doti ma soprattutto la sua personalità. È cambiato, dice. Di tempo dal nascondino dietro gli alberi nel suo primo club per evitare qualche giro di campo ne è passata. Serbo e spagnolo, proveniente da una famiglia sportiva, era il primo della classe in tutti gli sport. Mamma giocatrice di basket e papà calciatore. Anche qui un dilemma, chi far contento?. Ha pensato anche di giocare a tennis, con risultati tutto tranne che negativi, ma poi ha scelto. La palla a spicchi poteva rimanere in giardino, lui amava il calcio. Fisico statuario e visione di gioco visionaria. Lento, ma rapido. Statico, ma dinamico. Contraddittorio ma, al tempo stesso, mette d’accordo tutti. In che modo? Semplice Milinkocrazia. Figlio d’arte dicevamo, ed or anche un fratello avversario in serie A. Al Torino, per la precisione, dove è sbarcato gli ultimi giorni di mercato Vanja, il piccolo di casa. Piccolo, anche qui, si fa per dire. Per Sergej 22 anni oggi. Tra nascondino e tiri liberi, rovesci e, per fortuna, calcio. Dominante da sempre, sotto canestro come su un campo da tennis. Dall’altezza dei suoi 195 cm continua a farlo su palcoscenici ben più prestigiosi, il tutto con un’incredibile leggerezza di chi pesa 90kg. Questo è Sergej. Giovane, motivato, prepotente e…dittatore. Ventidue anni di Milinkocrazia.

Stefano Gaudino (@stefanogaudino)

Per tutte le news e gli aggiornamenti, seguici su AgentiAnonimi.com