L’affare sarà considerato come il più grande nella storia dell’Inter

Aprile 2010. L’Inter supera il Barcellona ed ha accesso alla finale di Champions League. I nerazzurri andranno poi a conquistare la coppa, ma non sarà questo l’oggetto di discussione di oggi. Proprio quella partita con i catalani rappresenta una delle sfumature più vicine al puro significato di sliding doors. Il motivo? Per spiegarlo, riavvolgiamo il nastro…

Estate 2009. Tutte le squadre di calcio sono in preparazione in vista dell’imminente stagione sportiva. L’Inter di Mourinho, reduce da quattro scudetti consecutivi, è alla ricerca del quinto titolo. Pertanto, la società intende investire in maniera razionale sul mercato. Di certo, nessun tifoso nerazzurro si aspetta ciò che sta per accadere su questo fronte.

Il ”mal di pancia” di Ibra

In quei mesi, Zlatan Ibrahimovic inizia a manifestare i suoi malumori. Nonostante lo svedese sia uno dei giocatori chiave della squadra (gli viene anche assegnata la maglia numero 10), non è felice delle prospettive offerte dal club. Il buon Ibra, infatti, mira a vincere la tanto desiderata Champions League. Come biasimarlo, d’altronde? Chiunque abbia mai calciato un pallone ha sognato almeno una volta di alzare quella coppa.

Per farlo, dunque, l’attaccante ha già ”studiato” un piano con il suo procuratore, Mino Raiola. A giugno, in un colloquio con Massimo Moratti, Ibra aveva chiesto al presidente di sedersi quantomeno al tavolo se fosse giunta un’offerta dal Barcellona (campione d’Europa in carica). Il numero uno del club aveva dato il suo assenso e mantiene la sua parola quando Laporta (consigliato proprio da Raiola) si presenta a Milano per cercare di trovare un accordo per lo svedese.

L’offerta dei catalani, peraltro, soddisfa le richieste dell’Inter. Arriva così la fumata bianca, che rende tutti felici. Ibra realizza uno dei suoi tanti sogni da bambino, il Barcellona acquista uno degli attaccanti più forti al mondo e Moratti riesce a mettere in ombra il passaggio di Kakà al Real Madrid.

L’ufficialità

Il tutto diviene ufficiale il 27 luglio 2009. L’affare prevede il passaggio di Ibra in blaugrana per una cifra pari a 46 milioni. A questa, si aggiunge una contropartita tecnica, rappresentata da un certo Samuel Eto’o.

Qui si decide la stagione (e forse un po’ anche la storia) dell’Inter. Il camerunense sarà protagonista di un’annata eccellente, che culminerà con la conquista del ”triplete”.

Ibrahimovic, invece, vedrà svanire il suo sogno in semifinale, proprio contro i nerazzurri. Del resto, prima di partire, José Mourinho lo aveva avvertito:

Ibra, tu vai al Barça per vincere la Champions, vero? Ma saremo noi a portarcela a casa, non dimenticarlo. Saremo noi”.

A cura di Samuel Giuliani (9Giuliani)