L’antefatto

Il campionato italiano di calcio 2007/2008 vede lo svolgersi della sua prima giornata tra il 25 e il 26 agosto. Si tratta della centoseiesima edizione del torneo e, tra i dati più rilevanti, c’è quello del ritorno in A della Juventus.

Noi oggi, però, vogliamo concentrare la nostra attenzione su una gara in particolare di quella stagione, tenutasi proprio nel corso della giornata inaugurale. La partita in questione è Parma-Catania, e a breve capirete il perché…

No, non vogliamo raccontarvi il solito episodio di calcioscommesse o la classica favola del giocatore esordiente che segna un gol al novantesimo. Tutt’altro. Ma veniamo al dunque.

La partita

Come detto, il 26 agosto 2007, il Catania è di scena al Tardini, dov’è di casa il Parma. Le due squadre si affrontano a viso aperto, dopo essere state entrambe protagoniste di una salvezza all’ultimo respiro nel campionato precedente. Svuotata di una tale tensione, dunque, la gara può offrire uno spettacolo degno del massimo palcoscenico nazionale.

Partono forte gli emiliani, che sfiorano il vantaggio già al secondo minuto con Budan. I ragazzi di Di Carlo (allenatore all’esordio) possono contare sull’incessante sostegno dei loro tifosi, che infatti li motiva a tenere il pallino del gioco.

Con questi presupposti, il gol dei padroni di casa sembra nell’aria, invece accade il contrario. Dopo 12 minuti di gioco, Mascara pesca in area Morimoto, il quale non si fa pregare ed insacca per lo 0-1 del Catania. La squadra guidata da Baldini, però, non riesce a reggere il conseguente pressing avversario, che si concretizza nel gol del pareggio dopo circa un quarto d’ora. È Pisanu a riaggiustare le cose per i suoi.

Il match scorre, così, lungo una linea dettata dall’equilibrio, spezzata però al tramonto della prima frazione. Un passaggio sbagliato da Mascara consente a Marco Rossi di arrivare alla conclusione, sulla quale Bizzarri non riesce ad intervenire. Sorpasso Parma al 43′.

Il Catania, tuttavia, non ci sta ad andare negli spogliatoi con questo risultato, per cui pareggia il conto con Baiocco dopo neanche un minuto.

La ripresa

Dopo un primo tempo ricco di emozioni, la seconda metà di gara lascia spazio alla stanchezza fisica, sulla quale influisce una temperatura più consona allo svolgimento di un cruciverba sotto l’ombrellone, piuttosto che di una partita sotto il sole. Ad ogni modo, c’è ancora qualcosa da raccontare…

Quella narrata sino ad ora sembra la cronaca consueta di un incontro di calcio. E, in effetti, è proprio per questo che verrà ricordata tale gara.

Oggi, siamo abituati ad assistere (chi ne ha la possibilità, vista la situazione dei diritti tv), a giornate di campionato spezzettate, ”diluite” dal venerdì al lunedì, disputate negli orari più insoliti e che i medici, tra un po’, inseriranno nelle loro ricette al posto dei farmaci (”… guardare due partite a digiuno più una dopo i pasti, bere molta acqua, ecc…”).

Quello che vi raccontiamo oggi, signori, è invece l’emblema del calcio. Quello puro, senza filtri. È il calcio in sé e per sé.

È il calcio, signori, rifilato da Baldini a Di Carlo.

– (Pausa teatrale) –

Proprio così: un gesto atletico in piena regola, che, se fosse stato rivolto al pallone, sarebbe valso il gol del 3-2 allo scadere per il Catania. Invece, ad attutire il colpo sono state le natiche del povero tecnico degli emiliani.

Un ”calcio” al calcio

Sicuramente, un’azione che ha poco di sportivo, condannata da tutti gli addetti ai lavori, ma sulla quale non si può fare a meno di ironizzare. Così come hanno fatto Pippo Baudo (”Baldini è partito col piede sbagliato”) e Carlo Mazzone (”È una persona in gamba”).

A noi, per concludere, piace invece ricordare il celebre discorso di Al Pacino in Any Given Sunday. Parafrasando l’attore: ”In entrambi questi giochi, la vita e il calcio, il margine di errore è ridottissimo… Ogni maledetta domenica, si può vincere o perdere: l’importante è vincere o perdere da uomini”.

Con questo, non si intende assolutamente giustificare l’episodio. Al contrario, invece di reagire in maniera infantile, dovremmo imparare a metabolizzare ogni risultato, nello sport e nella vita, con maturità (se proprio bisogna dare un calcio a qualcuno, è consigliabile scegliere come bersaglio il divano di casa, piuttosto che un avversario).

Tuttavia, anche se l’abbiamo classificato come gesto esecrabile, forse preferiremmo assistere, ogni maledetta domenica, ad un calcio nel sedere durante una partita di pallone, invece che a tutti quegli scandali ai quali (ahinoi…) siamo abituati.

A cura di Samuel Giuliani (9Giuliani)