Può un attaccante essere definito giramondo, pur avendo solo 25 anni? Se l’attaccante in questione è Gustavo Blanco Leschuk, ufficialmente approdato nelle fila dello Shakhtar Donetsk nella giornata di ieri, può: è una storia assai particolare, di fallimenti, tentativi nei campionati più disparati e continue rinascite, quella che ha costituito la carriera dell’attaccante classe ’91, che ora sta decisamente vivendo il suo punto di svolta.

Merito di quell’Ucraina che aveva dato le origini alla famiglia del giovane Gustavo (eleggibile per la nazionale ucraina: potrebbe essere convocato a breve per colmare la lacuna del #9), una famiglia nella quale l’attaccante ha respirato calcio sin dalla giovane età. Il padre Marcelino, infatti, era stato una leggenda dell’Huracan Las Heras (club di terza divisione), mentre il fratello Ivan ha vestito in carriera le maglie di Arsenal Sarandì e San Martin: inevitabile dunque che il giovane Blanco Leschuk scegliesse di fare del calcio la sua vita, iniziando nelle giovanili dell’Independiente Rivadavia, prima di passare a 17 anni nel ”vero” Independiente, che però poi scelse di non puntare su di lui.

Ecco dunque il passaggio all’Arsenal Sarandì, la squadra del fratello, con cui Gustavo vinse il titolo argentino nel 2012: un titolo che però non porta la sua firma indelebile, dato che Blanco Leschuk (che aveva esordito nel marzo 2011) ha deluso le attese, segnando solo tre reti in 27 gare e non sfondando nel primo club che aveva davvero creduto in lui. Inevitabile dunque la prima di tante ripartenze nella sua carriera, col passaggio in prestito al Deportivo Merlo (militante in Primera B, la nostra Serie B) nell’estate del 2012: un passaggio che si rivela a dir poco fruttuoso, dato che l’attaccante segna 10 reti in 19 presenze, ma non basta per farlo diventare un protagonista al suo ritorno all’Arsenal. La dirigenza del Viaducto decide infatti di non rinnovare il suo contratto e lasciarlo in mezzo a una strada a fine 2013, dando il via alle lunghe peregrinazioni di un attaccante che è esploso nell’anno appena concluso, vivendo una prima parte di stagione magica col Karpaty Lviv.

Gustavo Blanco Leschuk riparte così nel gennaio del 2014 dall’Anzhi e dalla Russia, vivendo un’esperienza disastrosa nelle fila del club che accolse anche Eto’o e Roberto Carlos: l’argentino finisce col non ambientarsi a Makhachkala, e per lui l’approdo nell’Est diventa presto un incubo, com’era capitato tra gli altri a Thiago Silva e Maxi Lopez, che erano presto scappati per il freddo, il clima inospitale e/o la scarsa competitività della squadra. Sei mesi russi (e zero presenze) e via, per ripartire dal Marocco e dal Wydad Casablanca, uno dei club storici della Botola Pro: sono alcuni emissari sudamericani a proporre quest’avventura a Gustavo, che in un impeto ”gitano” accetta e fa la valigia verso l’ignoto. Difficile classificare l’esperienza africana di Blanco, che gioca 7 gare e segna tre reti, prima di rescindere consensualmente nel febbraio del 2015, quando si accorge che da troppo tempo l’allenatore non punta su di lui con convinzione.

Ecco dunque il nuovo ”restart” per la punta di origini ucraine, questa volta dal club più atipico ed ”estremo” della Svezia calcistica, quell‘Assyriska che è nato da un gruppo di rifugiati assiri e vive la sua più grande e dura rivalità (di quelle vere, non le rivalità all’acqua di rose del nostro calcio) coi ”siriani” del Syrianska: Gustavo scopre dunque la Superettan, la Serie B di casa-Ibra, e torna ad essere dominante. La sua esperienza svedese è ottima, con 11 gol in 26 presenze e la bellezza di sei assist, che lo fanno scoprire dai sempre attenti osservatori ucraini del Karpaty Lviv. E così, proprio mentre tutti scappano dall’Ucraina per la guerra civile e regna la diaspora dei talenti e la moria dei club (è fallito il Metalist Kharkiv, il Dnipro rischia e altri faranno la stessa fine), Blanco Leschuk riscopre la terra dei suoi avi, vestendo la maglia di un club che aveva affrontato in Europa la Sampdoria e, forte di una rete di osservatori di primissimo livello, aveva già lanciato nel grande calcio quel Lucas Perez che ora milita nell’Arsenal.

Il primo impatto dell’attaccante 25enne, arrivato nel gennaio dell’anno scorso, non è dei migliori, con due soli gol in 9 presenze e l’etichetta di bidone, ma gli ultimi sei mesi hanno fatto ricredere tutti: l’Ucraina si è trovata di fronte all’improvviso una stella nascente per la Liha Pari-Match, capace di segnare 7 reti in 17 gare e impallinare anche quello Shakhtar Donetsk che ne ha ufficializzato l’acquisto nella giornata di ieri. 7 reti che valgono oro, in un club che ne ha segnate appena 18 in altrettante giornate e staziona all’ultimo posto in classifica con 5 deprimenti punti, essendo stato colpito da un -6 per i debiti contratti negli anni: il Karpaty è infatti il club che rischia maggiormente (col Dnipro) di fare la triste fine del Metalist Kharkiv, e ha trovato in Blanco Leschuk la sua pepita d’oro, un giocatore capace di trasformare i sassi in diamanti che ha portato 1.5mln di euro in cassa con la sua partenza (sarebbe andato a scadenza in estate) ed era terzo nella classifica marcatori del campionato ucraino (alle spalle di Moraes e Facundo Ferreyra).

Ma che tipo di calciatore è Gustavo Blanco Leschuk? Siamo di fronte a un centravanti dal fisico roccioso (1,90m), ma dall’elevata mobilità, capace tanto di segnare gol da 9 puro, quanto di servire i compagni con sponde o dopo lunghe sgroppate sulla fascia: nei suoi sette gol c’è tutto il repertorio di una punta imbattibile nel gioco aereo, ma capace anche di anticipare la difesa e giocare in profondità, dote fondamentale per chi agisce da unico attaccante in una squadra ”disastrata”. E così, il piccolo Bobo Vieri (tacciateci di eresia, ma Blanco ci ricorda molto il Bobone dei tempi d’oro) si prepara a vestire la settima maglia in sei stagioni sulla cresta dell’onda, e chissà come andrà la sua esperienza nella fila dei minatori dello Shakhtar Donetsk, noti per esaltare le qualità e lo spirito libero dei sudamericani nell’era-Lucescu, e nuovamente in vetta al torneo ucraino nella nuova gestione targata Paulo Fonseca.

È stato proprio il tecnico portoghese a chiedere l’acquisto di Gustavo Blanco Leschuk, che inizialmente partirà alle spalle del titolare Facundo Ferreyra, ma potrebbe anche giocare al suo fianco nel 4-2-2-2 dell’ex mister del Braga, formando un attacco pesante, ma dall’alta compatibilità (entrambi sono molto mobili) ed efficacia: un attacco targato Argentina, anche se Blanco (che non ha occupato un posto-stranieri per le sue origini) potrebbe presto vestire la maglia dell’Ucraina, dopo essersi confermato anche in un top club. A meno di nuove ripartenze e nuove avventure, che ormai sappiamo essere tipiche del personaggio…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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