13-04-2014, 47:47 2T. Quarantesettesimo minuto del secondo tempo di una partita del 13 aprile 2014. Sembrerebbe qualcosa senza senso. In realtà, per Alessio Cerci, è uno dei momenti più belli della sua vita, tanto da decidere di tatuarsi proprio questa scritta. Ultimo minuto di Torino – Genoa, gol favoloso (un tiro da fuori area che si insacca all’ incrocio dei pali) e corsa sotto la curva. In quel momento, in tanti abbiamo pensato : “finalmente questa eterna promessa è esplosa!”. Niente di tutto ciò. È stato “soltanto” il punto più alto della sua carriera, da lì in avanti (quasi) solo delusioni. L’ arrivo all’ Atletico Madrid, con sette partite giocate e un solo gol, il prestito al Milan (del quale ci ricordiamo solo i fischi assordanti di San Siro) e poi al Genoa, dove Alessio è migliorato ma non è sembrato nemmeno il fratello del Cerci che faceva impazzire il popolo granata. Ma che fine ha fatto Alessio Cerci?

Ripercorriamo da dove abbiamo lasciato; dopo la fine del prestito al Genoa l’ esterno di Velletri sarebbe dovuto ritornare all’ Atletico, ma soltanto momentaneamente. Estate movimentata, si parla di un clamoroso ritorno al Torino, di Sassuolo, di Lazio e soprattutto di Bologna. Sì, di Bologna; il 31 agosto sembra tutto fatto, Alessio arriva in Italia per le visite mediche, arriva una nuova occasione per ritornare il giocatore che segnava gol proprio come quello del 13 aprile. Ancora una volta una gioia potrebbe arrivare all’ ultimo minuto, a pochi minuti dalla fine del calciomercato. Ma stavolta va male.

Cerci non supera le visite per un problema al ginocchio e deve ritornare a Madrid. Delusi sia il Bologna, sia il ragazzo. Ma lui assicura che a gennaio il ginocchio sarà a posto. E ora?

Ora l’ex Roma si allena con i Colchoneros (ovviamente senza giocare), ma manca poco a gennaio, quando si apriranno alcune porte: possibile che il Bologna faccia un altro tentativo, ma attenzione alla Lazio, che ha Keita in scadenza e Luis Alberto che non ha convinto. E poi lì ritroverebbe Immobile, con il quale ha formato una delle coppie più belle degli ultimi anni. Ma quasi sicuramente Cerci tornerà in Italia, per dimostrare che non è tutto finito, che ci si può rialzare, che si può ritornare a correre a braccia aperte sotto la propria curva. Proprio come quel 13 aprile.

Francesco Cisternino

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