Gai Assulin è tornato in Spagna ad agosto: destinazione Sabadell

Gai Assulin è tornato in Spagna ad agosto: destinazione Sabadell

Dura la vita quando deludi le attese e devi ricominciare letteralmente da capo, dal gradino più basso della scala o anzi, addirittura dal sottoscala più buio: la storia di Gai Assulin ci ricorda quanto sia difficile partire con le stimmate di ”nuovo Messi”, e doversi reinventare quando non rispetti le attese e devi ricostruire una carriera buttata letteralmente alle ortiche.

Assulin, trequartista israeliano, si è infatti ritrovato a giocare nientemeno che nella Tercera Division spagnola con la maglia del Sabadell, ma la sua carriera poteva essere ben diversa: nato a Netanya nel marzo del 1991, Assulin arriva al Barça all’età di 12 anni, e finisce col ripercorrere il percorso di un certo Lionel Messi a suon di giocate e scalate rapide nei ranghi dei blaugrana. Il talento israeliano mostra grandi numeri e così, a 18 anni e dopo l’esordio (avvenuto il 26 marzo 2008) nella nazionale maggiore del suo Paese, l’epiteto di nuovo Messi arriva quasi naturale, in un paese che da tempo aspetta un Messia calcistico.

Assulin diventa così uno dei tanti eredi di Messi (che ancora gioca e non vuole saperne di abdicare), e la pressione mediatica che gira intorno al talento del Barça B spinge Pep Guardiola a farlo esordire con la prima squadra prima in amichevole, e poi in Copa del Rey nel 2009: 57 minuti di buon calcio, che però resteranno gli unici del talento israeliano con la maglia dei blaugrana: il trequartista infatti non effettua il salto necessario per essere decisivo anche tra i grandi, e non vede più il campo, fino a maturare la decisione di non rinnovare col Barça e passare al Manchester City nel 2010, attratto dalla prospettiva di diventare un fenomeno e mettersi in mostra.

Un trasferimento che doveva rilanciarlo e consacrarlo, e invece gli dà la definitiva mazzata: da lì in poi, Assulin passerà attraverso le esperienze con Brighton (7 presenze e 188′), Racing Santander (che lo acquista a zero dal City, 27 presenze e 3 gol), Granada (zero minuti), Hercules (34 presenze e tre gol), Maiorca (7 presenze) e Hapoel Tel Aviv (7 presenze), senza lasciare davvero il segno in nessuna di queste squadre, e risultando essere uno dei tanti giocatori senza personalità per emergere che calcano i campi mondiali: un fatto dovuto, secondo lo stesso Assulin, alla formazione del Barça, che ”favorisce i giovani dai piedi buoni, ma non fornisce gli strumenti per sopravvivere in altri stili di gioco”, costringendo di fatto chi abbandona i blaugrana a fallire e diventare un corpo estraneo al gioco dovunque vada.

Una lezione che Assulin ha duramente appreso negli anni, sprecando anno dopo anno quel nome da ”nuovo Messi” che si era costruito nelle giovanili del Barcellona: per lui 8 squadre in 7 anni, tante delusioni e la ripartenza dalla Tercera Division, nella quale milita tuttora vestendo la maglia del Sabadell, squadra minore della Catalogna. Proprio quella Catalogna dalla quale era partito, e che ora accoglie il suo estremo tentativo di rinascita a 25 anni: Assulin, che ora gioca da ala sinistra, sembra essersi ben ambientato nelle fila del Sabadell, con 11 presenze e 2 gol (bellissimo quello che vi riportiamo sotto), ma anche la consapevolezza di essere all’ultima opportunità di una carriera che poteva portare a tutt’altri lidi…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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