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Rieccoci con l’appuntamento dedicato da Agenti Anonimi alla Coppa d’Africa, che prenderà il via ufficialmente sabato 14 gennaio in quel di Libreville (Gabon): dopo avervi presentato il girone dei padroni di casa, quest’oggi tocca al gruppo B, che vede tra le sue fila una delle assolute favorite alla vittoria finale. Stiamo parlando dell’Algeria di Mahrez (fresco di vittoria del Pallone d’oro africano), che dovrebbe far suo il primo posto nel gruppo completato dall’insidioso Senegal, dalla Tunisia e dal sorprendente Zimbabwe.

Andiamo dunque a scoprire le storie e le rose di queste quattro squadre che compongono il secondo gruppo della CAN 2017.

ALGERIA: MAHREZ VUOLE PORTARE LA COPPA AI FENNEC, CI RIUSCIRÀ?- L’Algeria si presenta alla partenza della Coppa d’Africa gabonese come una delle assolute favorite alla vittoria finale: i Fennec, che pure hanno cambiato da poco ct assumento l’incognita Leekens (il mister belga, già sulla panchina dei Verts nel 2003, non sembra l’ideale per vincere) hanno dalla loro una rosa di spessore, con la quale non possono essere esclusi dalle favorite alla vittoria finale. Una vittoria finale che è una sorta di tabù per l’Algeria, che non vince la Coppa dal 1990 (sua unica affermazione), nell’era del ”tacco di Allah” Madjer, ed è uscita mestamente ai quarti nel 2015, ma stavolta i tempi per Mahrez&co. sembrano essere maturi. La rosa dei Fennec, infatti, è talmente ricca di qualità dal centrocampo in su (ma anche la difesa non è affatto male, vedi alle voci Ghoulam-Mandi) da rendere difficile la scelta di un 11 titolare nel 4-3-3 scelto da Leekens per schierare i suoi: imprescindibili Mahrez e Slimani sulla destra e in mezzo, anche in virtù della ”connessione” perfetta affinata nel Leicester (ma occhio a Soudani), il posto sulla fascia sinistra è invece un’incognita, con Ghezzal che dovrà lottare per il posto con Brahimi, in forma splendida nel Porto. E questi due devono temere anche la concorrenza di Sofiane Hanni, talento dell’Anderlecht che sta vivendo un’annata magica: proprio la presenza di Hanni potrebbe far deviare l’Algeria dal tridente e spingere verso un 4-2-3-1 col ”belga d’adozione” o Brahimi sulla trequarti, una soluzione che creerebbe tantissima paura alle avversarie. L’Algeria dunque è una delle più forti della Coppa e dovrebbe trionfare nel suo girone, ma è anche e soprattutto ”italiana”: oltre al già citato Ghoulam, nella rosa dei Verts figurano anche Mesbah (Crotone) e Taïder (Bologna), autentico leader della mediana con Bentaleb.

L'11 titolare dell'Algeria: Brahimi dovrebbe avere la meglio su Ghezzal a sinistra

L’11 titolare dell’Algeria: Brahimi dovrebbe avere la meglio su Ghezzal a sinistra

SENEGAL: LA GENERAZIONE D’ORO NON VUOLE RESTARE A BOCCA ASCIUTTA- Ora o mai più: il Senegal sa di avere una grande chance di rivivere i fasti della sua prima generazione d’oro, quella che si era qualificata al Mondiale 2002 appena dopo essere arrivata seconda in Coppa d’Africa. Da lì in poi solo delusioni per Les Lions de la Teranga, che nell’edizione 2015 della Coppa d’Africa erano usciti al primo turno, ma ora possono rifarsi ampiamente. La rosa scelta dal ct ”casalingo” Alim Cissè, infatti, ha tutto per poter emergere: un buon portiere (Abdoulaye Diallo, Rizespor), Koulibaly ad arginare gli avversari, due terzini di spinta (soprattutto Gassama), una mediana di quantità ed inserimenti (che ha in Diamé il giocatore più aggressivo) e un attacco da urlo. Poche nazionali in Africa possono vantare un tridente come quello composto da Mané, Sow e Keita: esatto, quel Keita che gioca nella Lazio ed ha scelto il Senegal qualche mese fa, decidendo di difendere la maglia della nazione d’origine dei suoi giocatori e abbandonando l’utopia-Spagna. Velocità, tecnica (presente anche in Saivet, prima riserva degli esterni) e la vena realizzativa di un Sow in forma strepitosa, che tuttavia non è sicuro di avere il posto fisso al centro dell’attacco: Mame Diouf e Konaté, disastroso al Genoa ma ambito da molte big dopo la rinascita nel Sion, scalpitano infatti per strappargli la maglia da titolare nel 4-3-3 senegalese, e dire la loro in questa squadra che ha la seria possibilità di passare il turno e dire la sua più avanti. Una possibilità da sfruttare, per restituire la gioia calcistica a un Paese che non esulta da tanto, troppo tempo.

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La formazione titolare del Senegal: una squadra completa che non vuole fallire

TUNISIA: IL MIX ”EUROPEI”-CASALINGHI BASTERÀ ALLE AQUILE PER PASSARE IL TURNO?- Vi ricordate la Tunisia che dominava in Africa tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni Duemila? Dimenticatela, e rassegnatevi a vedere una rosa che è lontana parente di quella dei vari Trabelsi&co, che ebbe anche l’onore di vedere sulla propria panchina Franco Scoglio: la Tunisia attuale, che torna in Coppa d’Africa dopo l’eliminazione ai quarti (con furto incorporato, sappiamo come la Guinea Equitoriale andò avanti in quell’edizione) del 2015, presenta un mix tra giocatori militanti nel campionato nazionale e talenti sbarcati in Europa o nei paesi degli emiri, ma dovrà lottare molto per impensierire Senegal e soprattutto Algeria, le due assolute favorite del girone. La stella delle Aigles de Carthage è Wahbi Khazri, trequartista del Sunderland dotato di grande tecnica (che ha rischiato di saltare la Coppa dopo un tremendo scontro nell’ultima amichevole), che ha in Youssef Msakni, il Cassano di Tunisi per il suo talento sprecato (poteva essere tranquillamente in Europa, e invece ha scelto il Qatar e il Lekhwiya), la sua miglior spalla: occhio anche al fiuto del gol di Saber Khelifa, punta sempreverde che ora milita in patria nel Club Africain (dopo le esperienze con Evian e OM) e si giocherà il posto con l’altro goleador Akaichi (Al Ittihad), mentre Abdennour dovrà dimenticare il caos del Valencia e guidare la difesa. Sono tanti, comunque, i giocatori militanti in Tunisia (divisi tra Sfaxien, Etoile du Sahel, Esperance Tunis, Club Africain e Club Bizertin), e chissà che questo non possa diventare un punto a favore, in una nazionale che fa del gruppo e della conoscenza reciproca la sua forza: un mantra inculcato ai suoi giocatori dall’esperto ct, il polacco Kasperczak, che schiera la Tunisia con un 4-2-3-1 molto dinamico, pronto a trasformarsi in un difensivo 4-4-1-1 contro le big. Basteranno la coesione del gruppo e le abilità tattiche di Kasperczak a far tornare il sereno su un movimento in difficoltà a livello continentale?

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L’11 della Tunisia: quanti giocatori ”casalinghi” nella formazione di Kasperczak!

ZIMBABWE: LA QUALIFICATA A SORPRESA CHE TENTERÀ DI NON DIVENTARE IL ”MATERASSO” DEL GRUPPO- Alzi la mano chi si sarebbe aspettato lo Zimbabwe tra le 16 qualificate della Coppa d’Africa 2017: probabilmente nessuno, e invece la squadra dell’ex Rhodesia meridionale (il paese è stato una colonia britannica fino al 1980, prima di cadere nelle mani del dittatore Robert Mugabe, ancora in carica a 92 anni) ha sorpreso tutti, passando in un girone nel quale la favorita era la Guinea di Kevin Constant. E l’ha fatto con una rosa che ha pochissimi elementi militanti in Europa, e vede il suo zoccolo duro (ct compreso, il locale Pakusa) militare in Africa (ben 18 sui 23 convocati), con 7 elementi militanti in patria: ne va da sè che lo Zimbabwe farà da cenerentola in questo girone, cercando però di difendersi strenuamente e pungere in contropiede con la velocità dei suoi giocatori, che faranno di tutto per non trasformare i Guerrieri nella squadra-materasso del gruppo B. La stella di questa nazionale, che mancava dalla Coppa d’Africa dal 2006 (quand’era guidata da Peter Ndlovu, attaccante che ha il record di presenze e gol con lo Zimbabwe: 100 gare e 38 reti), è senza dubbio Knowledge Musona, esterno offensivo con un passato anche nell’Hoffenheim ed ora militante in Belgio con l’Ostende: sarà lui l’appoggio per i contropiedi dei Guerrieri (che sono entrati in rotta di collisione con la federazione: vogliono i premi-qualificazione e chiedono 5mila euro a gara durante il torneo, altrimenti non scenderanno in campo), che contano sulla vena realizzativa di Malajila e soprattutto Billiat (stella dei Mamelodi Sundowns) per non fare brutta figura. Da tener d’occhio anche i talenti Costa Nhamoinesu e Marvelous Nakamba: il primo è titolare fisso nello Sparta Praga e guiderà la difesa (”adattandosi” a fare il centrale, sarebbe un terzino sx), il secondo detterà i tempi a centrocampo nel 4-4-2 zimbawese ed è un punto fermo del Vitesse.

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Il dinamico 4-4-2 dello Zimbabwe: Billiat si gioca il posto con Rusike

Di seguito vi riportiamo il calendario del gruppo B, che andrà ad incrociarsi con quel girone A che vi abbiamo presentato ieri: e domani, invece, torneremo per parlarvi del gruppo C, che comprende lo sfortunato Marocco e i campioni in carica della Costa d’Avorio!

1a giornata, 15/1: Algeria-Zimbabwe h. 17
Tunisia-Senegal h. 20

2a giornata, 19/1: Algeria-Tunisia h. 17
Senegal-Zimbabwe h. 20

3a giornata, 23/1: Senegal-Algeria h. 20
Zimbabwe-Tunisia h. 20

(di Marco Corradi, @corradone91)

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